Angri. Politica. Iannone liquida la triade locale

All’indomani delle dichiarazioni dell’ex capogruppo consiliare del partito Francesco D’Antuono, che ha annunciato l’indipendenza dal Pdl dell’intero gruppo consiliare da lui guidato, e formato anche dai consiglieri Pasquale Annarumma e Gianluca Giordano, il Pdl angrese viene catapultato nello smarrimento, e perde la sua rappresentatività consiliare. La dichiarazione di indipendenza del gruppo consiliare angrese dal Pdl, affidata alle parole di D’Antuono, è stata accompagnata da dure critiche sia nei confronti dell’onorevole Edmondo Cirielli, accusato di aver tradito la volontà degli elettori, e sia nei confronti del suo successore alla guida dell’ente provincia Antonio Iannone (foto), “colpevole”, sempre a loro avviso, di non aver ricevuto il consenso per governare.

Il presidente Iannone, però, preferisce volare alto, e dopo aver fatto ironicamente gli auguri all’ex gruppo consiliare del Pdl Angri per il nuovo percorso politico, ha aggiunto: «Oggi guadagniamo finalmente una situazione di chiarezza». Sullo sfondo, quindi, l’incertezza che ha costellato la situazione angrese. Infatti se è vero che in consiglio è stata annunciata l’indipendenza dal Pdl, è altrettanto vero che formalmente non sono state “posate” ancora le tessere di partito. In consiglio c’è stata anche un’arringa, in generale, contro l’informazione locale da parte del consigliere Francesco D’Antuono, forse preoccupato della ricezione sulla stampa di questa mossa politica, dal momento che proprio D’Antuono non è nuovo a cambi di partito. Democristiano, ha militato per anni nell’Udc, prima di passare nell’ultima campagna elettorale con la bandiera del Pdl.

È il primo allontanamento dal partito, invece, sia per Pasquale Annarumma, sia per Gianluca Giordano, uno dei maggiori attivisti, per più di un decennio, di Alleanza Nazionale, prima di confluire nel Pdl. Su quest’argomento non poteva non essere interpellato il commissario cittadino Lello Ciccone. «Era nell’aria da tempo, -spiega Ciccone- avevano già parlato con me e mi avevano anticipato che volevano una loro indipendenza, e quindi che avrebbero abbandonato il Pdl. Era chiaro a tutti gli attivisti che c’erano problemi, in particolare che il gruppo consiliare non riusciva a legare con la base del Pdl».
Maria Paola Iovino