Angri. Processo per la maxi truffa alle assicurazioni

Per la maxi truffa alle assicurazioni è stato chiesto il processo per 156 indagati rei di avere architettato decine di raggiri alle compagnie di assicurazione in tutto l’Agro. A capo dell’organizzazione, secondo la procura di Nocera Inferiore, un avvocato, G.F. di Angri, del foro di Nocera Inferiore. Proprio da questo troncone è stato chiesto il processo per tutti gli indagati. Il Pm Elena Guarino, prima di essere trasferita presso il tribunale di Salerno, aveva riunito tre filoni d’inchiesta, tutti maxi raggiri alle assicurazioni, e tutti a capo dei quali c’erano altrettanto avvocati. Per tutti – 324 indagati complessivi – era stato firmato l’avviso di conclusione delle indagini. Ora, per il filone, che fa capo all’avvocato G.F., c’è la richiesta di rinvio a giudizio.

Un maxi raggiro, quello teorizzato dalla Procura nocerina, che vede decine di falsi testimoni, gente insospettabile, medici e professionisti, e incidenti fasulli, congegnati ad arte, con l’unico obiettivo: quello di fare sborsare decine di migliaia di euro alle compagnie assicuratrici. Centinaia i falsi sinistri smascherati da un’inchiesta durata due anni portata avanti dal Maresciallo Roberto Rivellino della Stazione di Angri e dal brigadiere Giovanni Nasti della sezione operativa, agli ordini del colonnello Simoniello del gruppo territoriale nocerino, coordinati dal Pm Elena Guarino. Il primo troncone, quello per il quale è arrivata la richiesta di processo, che sarà valutata dal Gip Giovanna Pacifico, conta 161 indagati, sotto la lente sono finiti 81 falsi incidenti.

Coinvolti anche i parenti stretti dell’avvocato, un carrozzerie compiacente ma soprattutto era rilevante anche il ruolo di medici. Molte decine di insospettabili di tutto l’Agro e dell’area stabiese e vesuviana e del salernitano sono stati coinvolti, a vario titolo, nella maxi truffa, presentando risarcimenti dei danni alle compagnie di assicurazione per incidenti mai avvenuti nei quali, non solo, venivano riportati danni alle auto ma anche quelli fisici alle persone. Avallati da false testimonianze e certificazioni mediche non rispondenti alla realtà̀ che attestavano che i protagonisti degli incidenti fantasma si erano procurati traumi durante gli scontri mai avvenuti. Per tutti ora si profila il processo.