Angri. Aggressione Galasso. Divieto di dimora per l’automobilista

Il giudice ha convalidato l’arresto di M.G. e del suo compagno 53enne G.D.A che lo scorso maercoledì hanno aggredito il comandante della Polizia Locale Anna Galasso (foto) e i suoi collaboratori. Dopo i fatti i due sono stati arrestati dai carabinieri della stazione di Angri agli ordini del maresciallo Egidio Valcaccia. Numerosi i testimoni ascoltati dal giudice monocratico Raffaele Donnarumma, in particolare, le vittime della donna, il Maggiore, Anna Galasso, comandante dei vigili urbani di Angri, le vigilesse che dovevano multare la donna e lo stesso comandante die carabinieri che mercoledì̀ mattina era giunto in via Cervinia a in supporto dei caschi bianchi in balia dall’aggressione dell’automobilista e del suo compagno.

L’indagata accusata di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale e rifiuto di indicazione sulla propria identità̀ era assistita dall’avvocato Anna Palladino, mentre il compagno, era difeso dal legale Rosanna Zequila. M.G. ha sostenuto che la vigilessa voleva ammanettarla, ma da una più precisa ricostruzione fatta dai carabinieri pare che le manette non sono mai spuntate. Al termine dell’udienza con rito direttissimo, il P.M. ha chiesto che venisse applicata nei confronti dei due indagati una misura cautelare, il giudice ha ritenuto gravi le condotte dei due imputati, in particolare di M.G. che ha dimostrato vivacità nei confronti degli operanti non solo durante le fasi concitate avvenute in via Cervinia, ma anche in ospedale dove si è rifiutata di farsi refertare e in caserma, successivamente.

Il giudice ha convalidato l’arresto e le ha imposto l’obbligo di dimora, alla donna, fuori da Angri, per evitare altri contatti con i vigili urbani del paese nei confronti dei quali ha dimostrato avere grandi rancori. M.G. dovrà̀ scegliere un domicilio lontano dalla sua residenza e sarà sottoposta al controllo giornaliero dei carabinieri. Per il suo compagno, dopo la convalida dell’arresto, è stato scarcerato. Il processo proseguirà il prossimo sette marzo dinanzi al giudice monocratico.