Angri. Lo scandalo dei tagliandi arancioni per i diversamente abili

Da più parti ora si chiede a gran voce un incisivo intervento delle forze dell’ordine per porre fine al malcostume dei falsi tagliandi di sosta riservati ai diversamente abili. In città la domanda di aree di sosta gratuite e a pagamento è in tendenziale aumento. Scarseggiano i parcheggi. Nell’ultimo decennio è, infatti, aumentata anche in maniera esponenziale il traffico veicolare per le strette strade del centro cittadino, congestionato da auto in cerca di stalli e aree di sosta anche a pagamento, che scarseggiano. Spazi che spesso vengono abusivamente occupanti anche da possessori di tagliandi per la sosta arancioni riservati ai diversamente abili, autorizzazioni che dovrebbero rispettare la sosta soltanto nelle apposite aree delimitate dalla strisce gialle ma che spesso occupano pure i pochi spazi delle strisce blu.

Secondo quanto affermano gli addetti ai lavori gran parte dei tagliandi esposti davanti ai parabrezza delle auto in sosta sono illegittimi, duplicati e falsi. Un contrassegno che rispetta precise disposizioni rilasciato dal comune, previa visita medica dell’ASL che attesti questa condizione, a “persone invalide con capacità di deambulazione sensibilmente ridotta. Questo contrassegno è previsto dall'articolo 381 del DPR 16 dicembre 1992 n. 495 e successive modificazioni, e permette ai veicoli a servizio delle persone disabili la circolazione in zone a traffico limitato e il parcheggio. Ad Angri sono molte le segnalazioni fatte alle competenti autorità, anche da anonimi cittadini che denunciano il proliferare del “contrassegno arancione”, ancora oggi facilmente riproducibile con le attuali strumentazioni per la stampa digitale.

Secondo voci bene informate ad Angri si conterebbero a centinaia i tagliandi taroccati. Sarebbero centinaia gli automobilisti “portoghesi” che per risparmiare il costo della sosta userebbero in maniera indiscriminata il tagliando riservato alle categorie deboli. Una vera piaga che incide non poco sulla mobilità cittadina e sull’indotto commerciale anche perché, collateralmente al fenomeno, gran parte dei proprietari dei veicoli lascia in sosta anche per intere giornate, anche sulle strisce blu, il proprio veicolo a danno di automobilisti e consumatori che non hanno più spazio di sosta disponibili nel centro cittadino.

Ora viene invocato maggiore rigore e controlli più mirati da parte degli ausiliari del traffico e della Polizia Locale per cercare di stanare i “fake” della sosta e in questo senso si chiede un intervento molto incisivo all’amministrazione comunale affinché faccia un censimento e una mappatura dei possessori delle autorizzazioni arancioni per incrociare i dati e scovare i furbetti della sosta “a scrocco”.
Luciano Verdoliva