Truffe Inps: anche gli altri indagati preferiscono non rispondere alle domande del gip. Conclusi gli interrogatori per le 13 persone finite agli arresti domiciliari nell’ambito dell’inchiesta “Mastrolindo” sulle false assunzioni in ditte di pulizie. Ieri mattina, davanti al gip Alfonso Scermino, si sono presentati il 35enne consulente del lavoro Pasquale Coppola di Nocera Inferiore e la sua 41enne collega Giuseppina Latino di Angri; e agli imprenditori Alfonso Pepe, Renato Manzella, entrambi 27enne paganesi, e Vincenzo Manganelli, 47 anni di San Valentino Torio. Tutti si sono avvalsi della facoltà di non rispondere, tranne la Latino che si è difesa sostenendo di essersi limitata al solo esercizio della sua professione, senza avere nulla a che fare con operazioni illecite. L
unedì scorso, era stato il turno dei primi otto arrestati. I fratelli Giovanni, Donato e Immacolata Napolano, con interessi nella sede di Pagani del patronato Inapi, si erano avvalsi della facoltà di non rispondere. La sede dell’Inapi della città di Sant’Alfonso, per gli inquirenti, sarebbero uno dei centri delle truffe. Il 35enne paganese Carmine Toscano, considerato vicino ai Napolano e indagato per le operazioni truffaldine, ha anche scelto la via del silenzio. Diversa scelta per i consulenti del lavoro. Il paganese Giuseppe Santilli (ex capogruppo del Pdl e già imputato nel processo "Linea d'Ombra") ha sostanzialmente affermato di non essersi interessato ai fatti di cui alle contestazioni. Francesco Santilli, figlio di Giuseppe, il 38enne paganese Alessandro Di Bartolomeo e la 36enne Angela Manuela Ventre di Roccapiemonte hanno respinto le accuse, sostenendo di essersi limitati solo a svolgere l’attività professionale e quindi di aver elaborato dati che provenivano da altri.
L’inchiesta non è conclusa. Altre posizioni previdenziali fasulle potrebbero aggiungersi alle 9.500 scoperte dal pm Roberto Lenza della procura di Nocera Inferiore e dai carabinieri della sezione di pg e da quelli dell’ispettorato del lavoro. Fino ad ora il gip ha deciso il sequestro preventivo di 60 milioni di euro, equivalente ai presunti danni causati all’Inps. Ora si attendono importanti novità. (t.z.)






















