Roccapimemonte. Villa Caruso non chiude battenti

"Villa Caruso" non chiuderà i battenti. Arriva la schiarita per gli operatori sanitari, che tra meno di un mese rischiavano di ritrovarsi senza lavoro, e per i degenti, per i quali erano state prospettate le dimissioni. L'altro ieri sera, nel corso di un confronto con le organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil, l'amministratore del centro rocchese, Antonio Giaccoli ha annunciato che la società ha deciso di ritirare e sospendere le procedure di licenziamento collettivo preannunciate nelle scorse settimane. La decisione è stata già comunicata a tutti i lavoratori a mezzo raccomandata.

Le buone nuove, però, non finiscono qui. I vertici di "Villa Caruso" si sono impegnati a pagare tutti gli stipendi arretrati, ben sette mensilità, i premi di produttività relativi agli anni 2011-2012 e la tredicesima. La svolta arriva a poche ore dalla sentenza del Consiglio di Stato che, accogliendo i ricorsi delle associazioni di categoria e dei gestori delle residenze sanitarie assistite contro la delibera regionale 224 del 2009 e il decreto commissariale n. 6 del febbraio 2010, ha annullato gli atti con i quali la giunta regionale e il commissario ad acta avevano determinato le tariffe delle prestazioni riabilitative socio sanitarie. Il Consiglio di Stato nella sentenza ha sottolineato «l'illogicità e la palese contraddittorietà degli atti prodotti dalla Regione».

Grande soddisfazione è stata espressa da Antonio Malangone della Uil dopo il proficuo summit svoltosi a "Villa Caruso". «E’ una notizia davvero positiva -ha dichiarato-. In questo momento di crisi per il settore della sanità privata, prendiamo atto dell’impegno e della professionalità dell’ azienda». Si allontana, dunque, lo spettro della chiusura che da tempo aleggiava sulla struttura sanitaria di Roccapiemonte. I mancati pagamenti delle quote di compartecipazione da parte dei Comuni sembravano aver messo definitvamente in ginocchio il centro ma con la senteza del Consiglio di Stato si sono aperti significativi spiragli.