Scafati. Cosenza precisa sulla nuova “zona rossa”

C’è molta confusione sul caso ‘zona rossa’ a Scafati. L’annuncio era stata una doccia fredda per l’amministrazione di Pasquale Ali- berti. La scoperta shock è che un lembo della città rientra nell’area a rischio del Vesuvio e che quindi, in base al piano di evacuazione, saranno necessarie delle modifiche a parte del Puc in corso di approvazione. Fin dal primo momento però l’assessore alla protezione civile della Regione, Eduardo Cosenza, era intervenuto a placare l’attacco di panico del sindaco, che aveva puntato sul nuovo piano urbanistico per dare uno slancio fattivo alla sua prossima campagna elettorale. Venerdì̀ sera l’onorevole è arrivato a Scafati per chiarire i dubbi e le perplessità̀ tecniche relative al piano in via di approvazione. Insieme a lui anche l’ex di turno del settore urbanistica di palazzo Santa Lucia, Marcello Taglialatela.

Nel corso del convegno Cosenza ha spiegato, mappa alla mano, che Scafati rientra sì nella zona rossa, ma in quella di tipo due. In pratica nella cittadina al confine di Pompei, arriverebbero solo ceneri (e non lava o fuoco) e quindi basterà̀ prevedere delle modifiche alle norme tecniche per quella determinata area, ed il gioco sarà̀ fatto. Secondo Cosenza infatti “gli interventi previsti nel Puc in corso d’opera a Scafati non entrano in contrasto con la zona rossa di tipo due che interessa una parte della città”. Ovvero, le sopraelevazioni (mansarde e sottotetti termici), anche se rientrano nell’area di evacuazione ed a rischio, possono essere realizzate a patto che non venga aumentato il ‘carico urbanistico’. Il numero di abitanti e le strutture connesse alle esigenze della città, cioè̀, non devono variare, perché̀ la protezione civile deve avere un quadro chiaro degli scenari regionali per programmare in maniera efficace il piano di evacuazione.

Basterà solo prevedere nuove norme tecniche di attuazione (attualmente al vaglio dell’ufficio comunale) e si potrà̀ procedere senza problemi, dando però solo ai residenti la possibilità̀ di intervenire in quella zona. Ciò̀ per evitare una crescita esponenziale dell’area, che non deve avvenire a causa del rischio Vesuvio. Inoltre, l’assessore Cosenza ha anche dato l’ok alla proposta dell’amministrazione Aliberti, ed in particolare anche dell’assessore al ramo Giancarlo Fele, per garantire la costruzione di locali di sgombero con tetto a falde, per evitare il rischio di crollo dei solai. Una sorta di ‘rinforzo’ obbligatorio. Il problema adesso è che il dettaglio del piano di sgombero non è ancora stato reso pubblico.

“Entro il 31 marzo dovremmo necessariamente chiarire alla protezione civile i piani da seguire, altrimenti i vincoli imposti sulle città interessate dalla zona rossa saranno peggiori. Non c’è bisogno, ad oggi, di creare inutili allarmismi: i dirigenti devono assumersi le loro responsabilità̀ e proseguire dettando le linee guida” ha dichiarato Marcello Taglialatela. Nonostante l’incontro sia stato lungo e acceso, i dubbi sono ancora molti. Durante la riunione infatti sono emerse alcune contraddizioni che hanno fatto storcere il naso all’ingegnere capo del Comune di Scafati, Andrea Matrone. Ogni perplessità̀ sarà̀ eliminata solo quando il piano sarà reso noto nel dettaglio.
Valeria Cozzolino