Pagani. Processo Linea d’Ombra. Le verità di Gambino

«Le bugie di Panico sono scolpite nei documenti». E' partito da questo assunto, ieri mattina, il professor Alessandro Diddi, uno dei legali dell'ex sindaco di Pagani Alberico Gambino. Nel corso della sua arringa l'avvocato ha fatto riferimento ad una massiccia produzione documentale, presentata agli atti durante il dibattimento e racchiusa nella memoria difensiva di 187 pagine, depositata nei giorni scorsi per agevolare il lavoro dei giudici. Usa i documenti Diddi per "sbugiardare" il grande accusatore, Amerigo Panico, per dimostrare che non vi sono mai stati ritardi nel rilascio di autorizzazioni e che non vi sono state né pressioni né minacce da parte dell'ex primo cittadino. «Abbiamo acquisito tutti i permessi, tutte le licenze e sono emersi dati straordinari -ha sottolineato l'avvocato-. Per quanto riguarda la vicenda delle assunzioni del 2003, che Panico dice di aver subito per evitare che non gli venissero rilasciate le autorizzazioni per l'apertura del centro commerciale, con i documenti possiamo dimostrare che il personale è stato assunto il 23 giugno e che il centro aveva ottenuto l'agibilità un mese prima.

C'è, poi, un altro documento strabiliante quello relativo al ricorso Tarsu. Abbiamo fatto un processo nel corso del quale ci è stato fatto credere che Gambino nel 2008 avesse imposto e ottenuto il ritiro del ricorso. Richiedendo la documentazione al ministero dell'ambiente abbiamo scoperto che il ricorso è stato ritirato nell'ottobre 2010, quando Gambino non era sindaco». Per ll legale di Gambino, il titolare del "Pegaso" è «un bugiardo, un bancarottiere che si è presentato come vittima di una concussione e che, invece, ha dimostrato grandi capacità di condizionamento della pubblica amministrazione per fare i suoi comodi».

Diddi ha affrontato tutti i temi al centro del processo: le assunioni, il ricorso Tarsu, la monetizzazione del parcheggio, lo scambio elettorale politico mafioso e ha tentato di "smontare" anche i collaboratori di giustizia: «Non esistono riscontri alle loro dichiarazioni», ha detto. Il legale ha dato ampio risalto alla vicenda della chiusura domenicale, che a suo avviso, è il vero motivo per il quale Panico ha sporto denuncia contro Gambino. «Per contrastare la chiusura domenicale Panico -ha ricordato- sfrutta al massimo le sue amicizie, attraverso le quali riesce a far saltare la commissione commercio. L'avvocato non ha citato solo atti amministrativi ma anche il contenuto di alcune intercettazioni. «Nell' ambientale del 3 giugno 2011 tra Luca e Gabriele Panico, è scritta l'assoluzione di Gambino -ha tuonato-. In quella conversazione c'è la prova provata di chi sono questi signori, armati e programmati per fare quel che è stato fatto. Si chiedono nove anni di reclusione per porcherie organizzate a tavolino».

Diddi ha anche criticato chi ha fatto le indagini, puntando il dito non contro il pm ma contro i carabinieri, che ha asserito: «Si sono limitati a raccogliere le dichiarazioni di Panico, senza un minimo di riscontro, senza andare al Comune a verificare gli atti, verbalizzando in maniera suggestva cose che nessun testmimone ha confermato dinanzi al tribunale».Per quanto concerne la questione monetizzazione del parcheggio del Pegaso, il difensore di Gambino ha fatto rilevare che «fu Panico a chiederla perchè era necessaria al centro commerciale chiamato a rispettare precisi standard e perchè non voleva cedere una sua proprietà». Parlando, invece, della tenuta Criscuolo in uso a i D'Auria Petrosino, Diddi ha puntualizzato che «anche la commissione straordinaria che da un anno regge le sorti del Comune non è ancora riuscita a tornare in possesso di quell'area, che esiste una continuità di titoli e che si tratta di una vicenda complessa».

L'avvocato ha infine puntualizzato che il sindaco Gambino «è una persona perbene, che non è un camorrista», e ha chiesto l'assoluzione piena del suo assistito. L'ex sindaco al termine dell'udienza è scoppiato in lacrime, quando Diddi nel concludere la requisitoria ha nominato sua figlia.La prossima udienza è fissata per martedì. Prendeanno la parola l'avvocato Giovanni Annunziata, difensore di Gambino e Silvana D'Ambrosi che assiste i fratelli Antonio e Michele Petrosino D'Auria. Giovedì, infine, l'ultima udienza per la replica del pubblico ministero. I giudici si riuniranno in camera di consiglio per la sentenza.
Tiziana Zurro