Vertenza Gea, dopo cinque mesi di trattative, proteste e scioperi arriva la fumata bianca. Buone notizie per gli addetti al trasporto e alla distribuzione dei pasti nei presidi ospedalieri dell'ex Asl Salerno 1 e per i sindacati, che avevano ingaggiato una battaglia con i vertici della cooperativa per ottenere l'incremento dell'orario di lavoro. Nelle scorse settimane non erano mancati i momenti di tensione. L'ultima azione di lotta aveva visto sindacalisti e lavoratori rallentare le operazioni di distribuzione dei pasti presso l'ospedale "Umberto I" di Nocera Inferiore e scontri al vetriolo tra i vertici della cooperativa e i rappresentanti sindacali.

Per il 20 e il 21 marzo inoltre era in programma un nuovo sciopero. Venerdì sera, però, dopo l'ennesimo lungo tavolo di confronto in Prefettura è arrivata la schiarita. Ad annunciarlo con soddisfazione i sindacalisti Lucia Pagano della Cisal e Antonio De Michele della Cisl. «L’accordo raggiunto ha aumentato di tre ore settimanali il lavoro delle refezioniste in servizio nei presidi di Nocera inferiore e di Sarno – spiegano i due rappresentanti sindacali -. L’azienda corrisponderà un premio legato alla presenza che andrà da cento a duecento euro complessivi per sei mesi di lavoro. Inoltre, l’intesa prevede che tutte le ore di lavoro disponibili in più saranno svolte dalle stesse refezioniste». L'accordo sarà valido fino al 30 settembre prossimo, essendo in corso la nuova gara d’appalto avviata dall’Asl. I sindacati evidenziando che l'intesa raggiunta solo un primo passo e preannunciano che continueranno a lottare per garantire il tempo pieno agli operatori.

«Siamo convinti – si legge in una nota a firma di Pagano e De Michele – che la distribuzione dei pasti esiga il full-time e non il part-time, poiché la pretesa della presenza per tre gruppi di ore giornaliere in corrispondenza dei pasti, non permette alle lavoratrici lo svolgimento di altre attività per l’altra mezza giornata». Secondo le organizzazioni sindacali, inoltre, «è necessario promuovere ed estendere all’interno delle Asl, così come in tutto il settore pubblico, una politica di risparmio, che non può essere applicata operando tagli lineari, ma combattendo gli sprechi delle risorse e le gestioni clientelari».
Tiziana Zurro

Redazione

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