Angri. Refezione scolastica. I dubbi di Caterina Barba

Al monito del consigliere delegato alla refezione scolastica Alberto Milo segue la eco del genitore tirato in ballo nel comunicato ufficiale del comune di Angri, nel quale si evidenziava l’asportazione all’esterno di un pasto, cosa che sarebbe assolutamente vietata. E’ proprio l’ex assessore alle politiche scolastiche Caterina Barba che esce dal silenzio, alza il dito e lo punta deciso verso chi l’ha tirata in ballo. “Il genitore che, a giudizio della Responsabile della UOC Promozione socio culturale del Comune di Angri, senza autorizzazione ha portato all’esterno della scuola un pasto fornito agli “utenti del servizio mensa”, sono io, Caterina Barba, e gli “utenti del servizio” sono i bambini, tra i quali c’è anche mia figlia” esordisce l’ex assessore che seppe dire no alle imposizioni del primo cittadino.

Barba chiama in causa il consigliere delegato: “Oltre ad essere una che, a parere del consigliere comunale Milo, vuol “creare un clima di paura per fini politici”, sono una mamma. E come mamma non sono disposta a tollerare che il servizio della mensa scolastica sia giudicato dalla Preside del 1° Circolo ‘nel suo complesso buono’. Il servizio mensa deve essere ‘ottimo’“ chiosa Barba che pone anche un quesito: “Cosa significa “buono nel suo complesso”? Può solo significare che “ogni tanto” c’è qualcosa che non funziona come dovrebbe, ed è proprio questo che non sono disposta per nulla a tollerare. Dunque, cosa è successo? E’ successo che, quando ho scoperto che una confezione sigillata di cibo era senza etichetta, la quale dovrebbe contenere tutte le informazioni sull’alimento propinato ai bambini, mi sono preoccupata e sono andata a segnalare civilmente l’anomalia alle autorità competenti. Per concretizzare questo mio elementare diritto/dovere, è evidente che ho dovuto portare con me il corpo del reato”.

Barba spiega puntualmente la sua azione: “La mia iniziativa, quindi, finalizzata semplicemente a tutelare la salute di mia figlia e di tutti gli altri bambini “utenti del servizio mensa”, è stata interpretata come una “inaccettabile” provocazione politica. Invece la politica non c’entra per niente. Almeno per adesso. Invece il servizio mensa non va per niente. E non si capisce perché ogni volta che c’è una segnalazione di disservizio, o una protesta (ed è successo troppo spesso), c’è sempre qualche paladino che si erge a difesa di non si capisce cosa. Questa volta, i paladini di turno hanno tirato in ballo la cosiddetta “Commissione Mensa”, che dovrebbe esercitare un ruolo di controllo e vigilanza del servizio. A dire del consigliere Milo, tale Commissione, che vedrebbe la partecipazione attiva di vari genitori, avrebbe consentito alla Amministrazione un continuo monitoraggio della qualità del servizio. Può darsi che sia vero, ma io nutro seri dubbi sulla effettiva efficacia dell’attività della citata Commissione. Mi risulta, infatti, che le pochissime volte che si è riunita i genitori non fossero presenti in maniera sufficiente. In conclusione, a parere mio e di tanti altri genitori, il servizio della mensa scolastica non garantisce livelli qualitativi sufficienti perché la salute dei nostri figli venga tutelata. E, se proprio i paladini di cui sopra la vogliono mettere sul piano politico, ebbene, io sono disponibile ad un pubblico dibattito. L’argomento merita il coinvolgimento dell’ intera cittadinanza. La questione della salute dei bambini è di tale rilevanza che non si può liquidare con un ‘comunicato stampa’”.
Luciano Verdoliva