Angri. Tarsu. “La Doria” vince il ricorso contro il comune

La quarta sezione della commissione tributaria provinciale si pronuncia sugli avvisi di accertamento che il comune di Angri ha demandato alla Soget nei confronti de “La Doria” SpA. Si consuma un nuovo round tra il comune di Angri e le industrie agro alimentari che strette nella morsa tributaria della Soget per il recupero dei tributi Tarsu. Tutte a vario titolo hanno fatto ricorso ritenendo in gran parte dei casi, così come nel caso della società “La Doria” SpA, che la richiesta di pagamento dei tributi è stata “emessa da un soggetto non titolato e chiedeva per l’effetto della disapplicazione la nullità per illegittimità derivata in violazione dell'art.42 e dei principi generali in materia di affidamento di pubblici servizi”.

La SpA angrese difesa dall’avvocato Ettore De Rosa, di Montoro, sulla scorta di una corposa normativa ha presentato un articolato ricorso contro i metodi dell’accertamento Tarsu, provvedimento con il quale la Soget SpA concessionario per il Comune di Angri chiedeva, alla SpA di Via Nazionale, il pagamento di 4.147.741,00 euro relativi alla riscossione dell’imposta sui rifiuti dal 2006 al 2011 comprensivo di addizionali, interessi e sanzioni. Tante le obiezioni mosse dai legali dell’azienda angrese, elencati nel ricorso che hanno ampiamente convinto la IV Commissione Tributaria sull’inesigibilità del tributo. In evidenza anche il fatto che la richiesta di pagamento era stata, infatti, sottoscritta da un dipendente della società, in violazione all’articolo 107 della legge 267/2000 che attribuisce in via esclusiva ai dirigenti degli enti locali gli atti e provvedimenti amministrativi che impegnano l’ente verso l’esterno.

Tra cavilli e inesattezze la sentenza ha tenuto conto anche degli erronei calcoli delle superfici tassabili e dell’apposita e complessa normativa e delle diverse interpretazioni fatte dall’ente comunale, ampiamente contestate e riportate in maniera certosina nel dispositivo che condanna all’ammenda la Soget nei confronti dell’azienda. Il dispositivo tiene conto, facendo proprio una sentenza della cassazione, che le superfici in contestazione, non necessitavano di nessuna dichiarazione del contribuente ai fini Tarsu.

Viene anche evidenziato che per gli anni 2006 e 2007 l’accertamento è nullo perché il regolamento approvato con delibera Consiglio Comunale che assimilava “ope legis” i rifiuti speciali. Successivamente tale articolo è stato abrogato “Decreto Ronchi” reintroducendo la necessità di un provvedimento, da parte dell'ente locale, di assimilazione dei rifiuti speciali a quelli urbani. Il comune di Angri, solo con il regolamento approvato con delibera del Consiglio Comunale n. 60 del 21/12/2008, pubblicato 11/01/2008, ha ripristinato l'assimilazione dei rifiuti speciali agli urbani, così come previsto dalla norma richiamata e, secondo la commissione nella sua macchinosa elaborazione della sentenza ha affermato che “gli accertamenti relativi agli anni sopra indicati sono nulli per mancanza di delibera”. La Commissione accolto il ricorso ha condannato la Soget Spa al pagamento di € 3.000,00 per spese, diritti ed onorari. Ma quello che fa scalpore sicuramente è l’inesigibilità dei quei 5 milioni di euro pretesi dal comune. Sicuramente non finisce qui.
Luciano Verdoliva