Roccapiemonte. Villa Caruso. Dipendenti senza stipendio da nove mesi

Da nove mesi non percepiscono lo stipendio e ora rischiano il licenziamento. Si fa sempre più drammatica la situazione per i dipendenti della casa di cura "Villa Caruso" di Roccapiemonte. I mancati pagamenti da parte dei Comuni che continuano a non versare le quote di compartecipazione stanno mettendo in ginocchio la struttura sanitaria che, presto, potrebbe cessare le attività. I lavoratori hanno occupato pacificamente la struttura, ma nel caso in cui non dovessero aprirsi spiragli potrebbero essere avviate eclatanti forme di protesta.

A lanciare l'allarme sono i sindacati che ieri hanno indirizzato una nuova nota al sindaco Andrea Pascarelli, ai sindaci di Scafati e Cava, rispettivamente Comuni capofila dei piani di Zona Ambito S1 e S3, al presidente Caldoro e al sub commissario Morlacco. «» Il segretario generale della Cisl Funzione pubblica Pietro Antonacchio. Arturo Sessa e Angelo Di Giacomo della Cgil, Raffaele Albano e Antonio Malangone della Uil si dicono fortemente preoccupati e ipotizzano possibili reazioni anche «eclatanti e non controllabili» da parte dei lavoratori ormai esasperati. «Quanto sta accadendo a "Villa Caruso" potrebbe allargarsi, già dai prossimi giorni ,anche alle altre strutture sanitarie private della provincia che vivono la stessa situazione di difficoltà -spiegano-. Pertanto, chiediamo l'attivazione di un "tavolo provinciale" che affronti in via definitiva la problematica».

Le organizzazioni sindacali rivolgono anche un appello alla Prefettura, affinché «assuma un ruolo propulsivo e di coordinamento». Nel lungo documento i sindacalisti illustrano anche il percorso che ha portato alla difficile situazione. «L’atavica vicenda -ricordano- nasce dalle scelte della Regione Campania circa le ricadute applicative del Decreto 6/2010 ed in relazione all’applicazione del cosiddetto principio della compartecipazione. Le strutture già in difficoltà per la crisi finanziaria in virtù delle mancate rimesse da parte dei soggetti tenuti alla compartecipazione, non pagano gli stipendi da mesi e a causa della notevole esposizione creditizia sono sull'orlo del fallimento e rischiano la chiusura».

Situazione critica anche per il gruppo Silba, che raggruppa tre centri "Villa Silvia" e "Centro Montesano" di Roccapiemonte e "Villa Alba" di Cava. Antonio Malangono della Uil in una nota segnala che «persiste la mancanza di dialogo da parte degli amministratori del gruppo, che non rispettano quanto sottoscritto nei precedenti verbali, e che si continua a procrastinare il pagamento degli stipendi (due mensilità e la terza sta maturando)». Se entro venerdì prossimo non dovessero arrivare risposte, anche gli operatori dei tre centri del Gruppo Silba, occuperanno le strutture.
Tiziana Zurro