Sarno. Frana. Condanna per l’ex sindaco Basile

Per la frana di Sarno del 1998 la Corte di Cassazione ha ratificato la sentenza della Corte d’Appello di Napoli che aveva condannato l'ex primo cittadino Gerardo Basile a 5 anni di reclusione per omicidio plurimo colposo. I giudici della terza sezione della Cassazione hanno rigettato il ricorso e in mattinata renderanno nota anche la decisione sull’istanza del Comune di Sarno che chiedeva di sospendere l’esecutività della sentenza d’appello con la quale si condannava l’Ente al pagamento di una provvisionale di 30mila a favore delle parti civile. Il sindaco Amilcare Mancusi aveva proposto istanza alla Corte di Cassazione paventando problemi di natura economica dell’Ente. I due ricorsi sono stati riuniti ieri nell’udienza in cui si è trattato il procedimento a carico di Basile. Il procuratore generale aveva solo chiesto alla corte di escludere il Ministero dell’Interno come responsabile civile.

Per l’ex primo cittadino di Sarno, l’accusa di omicidio plurimo colposo, ritenuto responsabile di non aver dato l’allarme e l’ordine di evacuazione delle frazioni collinari di Sarno investite quel giorno da un nubifragio e dalla frana assassina che nella spazzò via parte di Episcopio e del centro della cittadina dei Sarrastri. La sentenza del dicembre 2011 ribaltò completamente le due precedenti che avevano assolto l’ex primo cittadino dall’accusa di omicidio colposo plurimo. In sede dibattimentale la difesa di Basile, aveva chiesto il rinnovo del dibattimento e l’annullamento della sentenza di condanna.

Pesante anche la quantificazione economica dei risarcimenti per gli enti citati in giudizio: il Comune, il Ministero e la Presidenza del consiglio dei Ministri. Ieri, pomeriggio, dopo la costituzione delle numerosi parti civili con i propri avvocati che hanno rinnovato la richiesta di condanna per Gerardo Basile e per i responsabili civili è arrivata la sentenza della Cassazione che ora sarà determinante anche per il risarcimento economico e la provvisionale disposta dai giudici della Corte d’Appello di Napoli dopo l’annullamento della Cassazione.