Torna l'incubo dell'emergenza rifiuti. I dipendenti del consorzio di bacino Salerno 1 del cantiere di Pagani hanno proclamato lo stato di agitazione. La decisione è stata assunta ieri mattina nel corso di un'assemblea dei lavoratori che sono ancora in attesa dello stipendio di marzo e che lamentano una serie di ataviche carenze presso il cantiere. La massa vestiaria non sarebbe stata ancora garantita e molti mezzi sarebbero inutilizzabili. La crisi finanziaria che attanaglia il consorzio sta provocando enormi disagi in tutti i centri.
Da giorni, ormai, l'Ente ha bloccato la fornitura di carburante non avendo a disposizione le risorse per pagare i fornitori, ma il consorzio non è in grado neppure di garantire gli stipendi del mese scorso, poiché la banca dopo aver chiesto di rientrare di 400 mila euro dall'anticipazione di cassa ha risucchiato le rimesse mensili versate dai Comuni di Pagani, Nocera Superiore e Sant'Egidio. I commissari straordinari, che reggono le sorti di palazzo San Carlo, avevano versato ben 250 mila euro e ora non avrebbero la disponibilità finanziaria per versare ulteriori somme al consorzio.
Timorosi di non riscuotere a stretto il giro la mensilità arretrata gli operatrori del cantiere di via Filetine hanno deciso di far sentire la loro voce. Da oggi, dovrebbero essere garantiti solo i servizi minimi essenziali. La città di Sant'Alfonso rischia di ripiombare, dunque, nel giro di pochi giorni nel tunnel dell'emergenza, superata solo da poche settimane. Ma il malcontento serpreggia in tutti i cantieri. Anche gli operatori di Nocera Superiore ieri mattina hanno proclamato lo stato di agitazione. La Uil Trasporti ha, inoltre, chiesto la convocazione di un tavolo di raffreddamento in prefettura che veda la partecipazione anche degli assessori all'ambiente della Regione e della Provincia, Giovanni Romano e Adriano Bellacosa e del commissario liquidatore Fabio Siani.
«All'assessore regionale Romano – si legge nella nota a firma del sindacalista Marcello Marra – si chiedono risposte immediate tese a trovare una soluzione definitiva alle problematiche inerenti la normativa sulla gestione del ciclo dei rifiuti. Siamo stufi di proroghe e di leggi che mortificano la dignità dei lavoratori. Lavorare con gravi problemi di sicurezza e senza gratificazione ecnonomica è una follia». Disagi si registrano anche a Roccapiemonte. Da venerdì scorso il servizio di raccolta e smaltimento ha subito uno stop, non avendo il consorzio garantito il carburante. Il sindaco Andrea Pascarelli ha assicurato che a partire da oggi sarà il Comune ad anticipare le somme per i rifornimenti per assicurare la ripresa del servizio. I lavoratori, però, in attesa delle spettanze potrebbero non restare alla finestra e rivendicare ciò che gli spetta.
Intanto, per scongiurare il blocco delle attività sul suo territorio il sindaco di Sant'Egidio del Monte Albino, Nunzio Carpentieri, ha chiesto al prefetto di poter pagare direttamente gli stipendi agli operatori, bypassando il consorzio. Nel frattempo, a destare ulteriori preoccupazioni c'è anche la notizia della possibile proroga che potrebbe essere concessa agli enti consortili, la cui uscita di scena potrebbe essere rinviata da giugno alla fine di dicembre. Una decisione che fa storcere il naso anche al commissario liquidatore del consorzio Fabio Siani. «Sarebbe una follia, significherebbe distruggere il consorzio e portare al collasso il ciclo integrato dei rifiuti in Campania -ha sottolineato Siani nei giorni scorsi-. Speriamo che la Regione riesca ad approvare la elgge in tempi brevi, in modo da consentire passaggio del servizio ai nuovi soggetti gestori a partire dal primo luglio». Sulla stessa scia i sindaci. Particolarmente agguerrito il primo cittadino di Sant'Egidio.
«Se dovesse esserci una proroga faremo la rivoluzione -ha dichiarato Carpentieri-. Non si può immaginare di gestire il ciclo dei rifiuti in questo modo, dessero le responsabilità ai sindaci che si fanno in quattro per gestire le risorse». Intanto, questa mattina, a Sant'Egidio si torna in aula per approvare lo statuto dell'Unione dei Comuni "Terre dell'Agro". San Marzano sul Sarno, Sant'Egidio del Monte Albino e Corbara hanno deciso di unire le forze per gestire insieme il servizio di igiene urbana ma anche altre attività. I tre Comuni pubblicheranno il bando unico per l'individuazione della ditta che dovrà garantire il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti.
Tiziana Zurro






















