Pagani. Sanità. Accertamenti sull’infezione da “Port”

Pazienti oncologici contagiati da un’infezione nella struttura di Materdomini a Nocera Superiore: è stato accertato ieri il contagio avvenuto presso l’ambulatorio per i 139 utenti che ora sono sottoposti ai controlli di una commissione medica dell’Andrea Tortora. L’azienda sanitaria ha immediatamente aperto un’inchiesta interna, con la task force nominata dal direttore sanitario del nosocomio paganese, Maurizio D’Ambrosio, che dovranno accertare eventuali omissioni. Faranno parte della ‘task force’, oltre allo stesso direttore sanitario paganese Maurizio D’Ambrosio, un cardiologo, un ecografista, un oncologo ed un esperto di infezioni. Lo smantellamento dell’ambulatorio Materdomini di Nocera Superiore e il trasferimento a Pagani dei 139 pazienti ha insospettito i familiari.

Sul caso, i familiari dei pazienti hanno deciso di vederci chiaro ed hanno inviato una lettera alla Procura della Repubblica per fare chiarezza sull’infezione che ha messo coinvolto l’Asl di Salerno. I pazienti sono tutti sotto il controllo medico del polo oncologico di Pagani e sono sottoposti al protocollo stilato per questa infezione come ha chiarito lo specialista Alfonso Maria D’arco medico responsabile della struttura paganese “le strade che adesso possiamo intraprendere sono due: o rimuovere il porto oppure lasciarlo e prevenire altre infezioni. Infatti il rischio infezioni per chi mette il catetere venoso c’è sempre stato: è comunque un attrezzo che mette in contatto l’esterno con l’interno dell’organismo.

Per prevenire infezioni allora bisogna mettere in campo una maggiore manutenzione a cadenza mensile. Adesso abbiamo capito la natura dell’infezione capita e ce ne stiamo occupando seguendo il protocollo previsto dall’Asl di Salerno”. Asl e magistratura dovranno, quindi, stabilire la modalità con la quale si sarebbe diffusa l’infezione presso la struttura di Nocera Superiore. Da una prima ricostruzione pare che i pazienti oncologici abbiano contratto l’infezione al ‘port’ per le radiazioni.

Pazienti che ora sono quotidianamente visitati dall’equipe multidisciplinare nominata dall’Asl. Sotto la lente anche le documentazioni relative all’autopsia di una paziente oncologica che è recentemente morta e che avrebbe contratto l’infezione presso l’ambulatorio nocerino. I 139 pazienti saranno sottoposti ad un protocollo molto complesso: prevede esami del sangue e culturali, radiografia, ecocardiogramma, ecodoppler del vasi del collo, profilassi antibiotica ed anche un’eventuale rimozione della ‘scatola’.