Sarno. Ricostruzione post frana ferma al palo

http://www.beta.regione.campania.it/assets/images/big/frana%20sarno.jpgSono passati quindici anni dalla drammatica alluvione del 1998 ma la ricostruzione procede con affanno. Il territorio rivendica le opere pubbliche ancora da realizzare o in corso di realizzazione. Vasche, canaloni, strade, sistemi di smaltimento e di raccolta delle acque pluviali, briglie sono prive di manutenzione ordinaria. Molte di queste opere, dopo anni, attendono ancora di essere collaudate e, quindi, anche se di fatto completate, per la burocrazia non sono ancora idonee. Una situazione non trascurabile poiché la mancanza di collaudo impedisce di procedere oltre anche nella determinazione degli enti che devono prendere in carico questi manufatti.

Tra gli enti che dovrebbero prendere in carico le opere per gestirle, c’è anche il comune, che senza collaudi e certezza non procederà ad alcuna presa in carico affinché gli interventi siano efficienti e funzionanti. Una parte delle opere pubbliche della ricostruzione, sono pronte. Dei 34 progetti da realizzare a Sarno, per una spesa di novanta milioni e, tranne qualche intervento residuale, legato anche al completamento del ciclo idrico di smaltimento, il piano risulta essere completo. A bloccare l’iter tecnico procedurale le pratiche e le riscossioni delle ditte. Alcune imprese, infatti, non hanno ancora la documentazione in regola per vari motivi.

Problemi con Equitalia o con i dipendenti che determinano l’impasse e quindi lasciano ancora i cantieri aperti. Via San Vito, ad esempio, è una di queste opere che vivono la contraddizione. Molte di queste opere, per il lungo tempo trascorso dall'effettiva realizzazione, manifestano vizi, imperfezioni e problemi che generano preoccupazione. Un esempio è Vallone Cantariello dove, pochi mesi fa, un sopralluogo ufficiale ha evidenziato episodi di sgretolamento del fondo stradale con l’emersione della rete elettrosaldata sottostante. L’intervento è stato realizzato dall’Ati Milano Costruzioni. Dal Commissariato di Governo all’Arcadis sembra che vi sia uno scaricabarile e, in molti casi, i nuovi funzionari devono ricostruire la storia di ogni opera. E’ forte il pericolo che nel tempo le opere diventino meno efficienti per usura con la conseguenza di creare problemi per lo stesso collaudo. Ora la vicenda è nelle mani dell’Arcadis, che a Sarno ha la sua sede regionale, che dovrà chiudere con la burocrazia l’amara pagina della drammatica alluvione del 1998.