Angri. Cimitero. Abbattuti i cipressi. Lo sdegno in rete

Continua la politica di “disboscamento” portata avanti dal vulcanico primo cittadino di Angri Pasquale Mauri. Scoppia sulle pagine del social network Facebook la ricolta contro il taglio totale degli alberi all’interno del cimitero, all’indomani dei fenomeni ventosi che abbatterono sulle tombe alcuni alberi. Una caduta dovuta essenzialmente alla mancanza di manutenzione, l’ultima risale, infatti ai tempi dell’amministrazione Postiglione. Oggi l’ottocentesco sacrario è un paesaggio spettrale e desolante, tanto da far montare la rabbia dei cittadini che si scagliano contro l’amministrazione, rea di non avere le idee chiare e validi programmi di riqualificazione. Dopo la sottrazione dell’area MCM, l’eco-bomba dei fondi prefabbricati, i miasmi in via Nazionale ecco una nuova tegola sul capo dell’indecisa amministrazione comunale oramai allo sbando completo.

“Vorrei leggere le relazioni tecniche che hanno spinto l'amministrazione comunale di Angri a tagliare tanti alberi dal proprio cimitero. Voglio ascoltare i pareri degli esperti di botanica che hanno stabilito che gli alberi sono pericolosi. Vi prego rendeteli pubblici – dice Christian de Vivo sul suo profilo Facebook -. Perché voglio capire se sono io a sbagliare, e a credere che gli alberi producano ossigeno per la nostra aria inquinata e freschezza nelle calde giornate d'Estate. Sotto il silenzio di quali rami ricorderemo un congiunto, un amore o un amico che non c'è più?”.

Lo stesso de Vivo aggiunge in calce alla foto che ha scatenato lo sdegno dell’intera comunità cittadina: “La decisione di "disboscare" mezza Angri nasce dalla impossibilità di poter fare manutenzione al proprio territorio. Dalla mancanza di fondi. E' una precisa scelta politica! Quella di eliminare tutto ciò che è vecchio e che non può essere curato. Una decisione che, nella freddezza della sua logica, nasconde qualche cosa di orribile. Perché se volessimo tagliare tutto ciò che è decadente in questo paese, tutto quello che non va e che ci costa, avrei serie difficoltà a salvare anche solo una persona tra tutte quelle che fino ad oggi ci hanno tristemente rappresentato”.

Parole dure, che bocciano decisamente la politica ecologica del “fragile” esecutivo, ma non le sole. “Quando li abbattevano il cimitero l’hanno tenuto chiuso e nessuno ha fatto uscire la notizia proprio per non fare intervenire il popolo perché altrimenti gli angresi non si stavano con le mani sulla pancia ” scrive Lucia T. Ascanio F. ribatte: “Il cimitero è uno dei monumenti di ogni città, chi amministra la nostra manca completamente di senso civico, bisogna reagire!”. “E' uno scempio gratuito e vergognoso. Se ci sono stati dei danni – scrive Alfonso S. – si sarebbe dovuto intervenire solo e oculatamente sulle piante danneggiate, non tagliare tutto indiscriminatamente. Per non parlare del disagio funzionale che porterà questa decisione scellerata, assenza totale di zone d'ombra e refrigerio tanto utile in un luogo come questo. I cittadini sono sempre gli ultimi a sapere le cose ,non sono mai consultati. Che schifo”.

Oltre cento i commenti sdegnati che danno l’esatta misura del calo di popolarità del sindaco Mauri, incanalato verso un sicuro declino a 24 mesi dalla prossima consultazione elettorale, e queste decisioni affrettate non giovano sicuramente. L’unico albero installato dall’amministrazione comunale è stato quello natalizio, costosissimo e chiacchierato.
Luciano Verdoliva