Area vesuviana. Abbattimenti programmati per gli edifici abusivi

E’ una corsa contro il tempo per evitare che miglia di persone possano rimenare senza un tetto e senza un lavoro. Per le demolizioni previste nell’area vesuviana c’è un accorso tra la procura di Torre Annunziata, le quattro città alle interessate dagli abbattimenti e l’ente parco nazionale del Vesuvio. Un accordo proteso a ripristinare la legalità sul fronte dell’abusivismo edilizio senza intaccare in termini sociali ed economici-occupazionali un fragile sistema. I quattro comuni dovranno comunque affrontare l’emergenza degli abbattimenti «obbligati » dalla legge per le sentenze passate in giudicato e iscritte nel registro delle demolizioni. C’è, comunque, l’accordo di programma che dovrebbe scongiurare il pericolo di radere al suolo tutte le abitazioni abusive realizzate all’ombra del Vesuvio. L’obiettivo dell’accordo di programma è il ripristino della legalità nel settore dell’abusivismo edilizio.

Il protocollo d’intesa è stato firmato presso il palazzo di giustizia di Torre Annunziata, e ricalca a grandi linee il modello-Siracusa inizialmente suggerito dall’ex sindaco Valerio Ciavolino e rilanciato dall’avvocato penalista alla guida di Torre del Greco per salvaguardare il «diritto alla casa» di migliaia di famiglie. Sono stati individuati precisi criteri di priorità negli abbattimenti: in primis gli edifici che costituiscono pericolo per la pubblica e privata incolumità, poi le abitazioni occupate abusivamente, gli immobili utilizzati per attività criminose e i locali nella disponibilità di soggetti appartenenti a organizzazioni camorristiche per concludere con i fabbricati di rilevante impatto ambientale.

Sono quindi state tenute in conto le osservazioni di Torre del Greco, Trecase, Boscoreale e Boscotrecase che dovranno provvedere alle demolizioni dei fabbricati indicati dalla procura entro sei mesi – ovvero nei tempi compatibili con le procedure di gara – dal ricevimento della comunicazione dell’ordine di abbattimento. Le risorse per gli abbattimenti saranno messe a disposizione dall’Ente Parco Nazionale del Vesuvio, e successivamente saranno recuperate nei confronti del responsabile dell’abuso edilizio.