Nocera Inferiore. Infezione da Prot. Avviata l’indagine

Svolta nell’inchiesta sull’infezione contratta dai malati oncologici dell’Agro presso l’ambulatorio di Materdomini. Nella mattinata di ieri il PM Giuseppe Cacciapuoti, titolare dell’indagine, ha disposto il sequestro dei cateteri venosi utilizzati per le chemioterapie e che ancora venivano custoditi nell’ambulatorio di Materdomini, a eseguire l’azione sono stati i carabinieri della polizia giudiziaria del Tribunale. Subito dopo l’avvio dell’inchiesta l’ambulatorio fu posto sotto sequestro, struttura sanitaria sulla quale il pubblico ministero, vuole vederci chiaro, quindi pronta ad affidare un incarico ad un perito igienista per stabilire le condizioni degli ambienti sanitari e dei materiali utilizzati.

L’indagine, per la quale al momento non risultano iscrizioni nel registro degli indagati – è stata aperta a seguito di una denuncia formale, presentata in procura, da uno dei malcapitati pazienti oncologici che ha contratto un’infezione al ‘port’, il catetere sottocutaneo che viene inserito ai pazienti che devono sottoporsi alla chemioterapia. Una vicenda partita venuta alla luce qualche settimana fa, quando i pazienti oncologici a carico dell’ambulatorio di Materdomini, avevano iniziato ad avvertire i primi sintomi di quella che si è poi scoperta essere l’infezione, contratta presumibilmente quando i malcapitati si recavano in ambulatorio per la terapia chemioterapica.

Sono 139 i malati che secondo la task force nominata dal direttore sanitario del nosocomio paganese, Maurizio D’Ambrosio in questi giorni sono stati sottoposti ad uno screening. I pazienti della struttura di Materdomini, dopo la sua chiusura, sono stati trasferiti presso il Polo oncologico dell’ospedale Andrea Tortora di Pagani e tutti quelli che hanno contratto l’infezione al ‘port’ dovranno essere visitati dall’equipe multidisciplinare nominata dall’Asl sul caso.

Il protocollo che i medici della ‘task force’ hanno deciso di mettere in campo è molto complesso: prevede esami del sangue e culturali, radiografi a, ecocardiogramma, ecodoppler del vasi del collo, profilassi antibiotica ed anche un’eventuale rimozione della ‘scatola’. L’Asl aveva già avviato un’inchiesta per valutare la situazione e la documentazione relativa all’autopsia di una paziente oncologica di recente morta e che avrebbe contratto l’infezione presso l’ambulatorio nocerino. L’inchiesta della Procura di Nocera dovrà accertare in che modo si è diffusa l’infezione presso la struttura di Nocera Superiore e, soprattutto accertare eventuali responsabilità.

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