Si preparano ad eclatanti forme di protesta e minacciano addirittura lo sciopero della fame, gli ex lavoratori Alvi di Nocera Superiore. Stanchi di attendere risposte che non arrivano, chiedono un atto di responsabilità all'amministrazione comunale. Alla base del malcontento il brusco stop che si http://www.irpinianews.it/public/thumb/260x195/5-2010/10/news68526.jpgè registrato nelle procedure per il decollo del progetto che il Comune aveva avviato per il loro impiego come lavoratori socialmente utili. Una iniziativa che gli avrebbe consentito di ottenere la proroga della mobilità.

L' iter si è bloccato anche a causa delle fibrillazioni che scuotono l'amministrazione montalbano. La crisi politica, la mancata approvazione del consuntivo e la decisione del sindaco Gaetano Montalbano di rassegnare le dimissioni hanno suscitato preoccupazione tra gli ex lavoratori Alvi, che temono di non perdere una importante chance. Il progetto approvato con un atto indirizzo qualche tempo fa in consiglio comunale dovrebbe coinvolgere inizialmente circa trenta ex dipendenti, quelli a cui già questo mese è scaduta la cassa integrazione.

Già al termine del consiglio comunale durante il quale il primo cittadino annunciò le dimissioni, i lavoratori avevano fatto sentire la loro voce, ocupando l'aula consilaire e dando il via a un presidio dinanzi a palazzo di città. Ora si annunciano nuove dure proteste che vedranno protagoniste anche le mogli dei lavoratori. Alla loro mobilitazione si aggiunge anche quella di un gruppetto di dipendenti di varie fabbriche del territorio chiuse negli ultimi anni. Oltre novanta lavoratori in tutto: padri di famiglia in attesa di risposte.

«Chiediamo un atto di responsabilità da parte del sindaco Gaetano Montalbano e da parte di tutta l’amministrazione che governa questa città – spiegano gli ex dipendenti dell' Alvi -. In gioco c’è il futuro di ben 94 famiglie di Nocera Superiore. Siamo certi che quanto prima il sindaco ritirerà le sue dimissioni per poi procedere con l’atto finale di un percorso che dura da tempo e che porterà al nostro reinserimento nel mondo del lavoro. La battaglia si fermerà solo quando riavremo un lavoro che ci permetta di mantenere le nostre famiglie. Si è nella fase finale, non si può mollare ora».
Tiziana Zurro

Redazione

Sito di informazione. Servizi giornalistici video e testuali 24 ore su 24 dall'Agro Nocerino Sarnese, Area Vesuviana, Monti Lattari, Valle dell'Orco e Valle Metelliana e Salerno Nord.