Angri. Una settimana dedicata alla famiglia

Occhi vispi, capelli che al sole diventano miele e un portamento per mascherare un’età che non ha. Marianna oggi ha diciassette anni e ha rafforzato il dialetto per nascondere l’accento balcanico. Aveva solo dodici anni quando è arrivata in casa famiglia. Alla spalle una storia traumatica. Aveva bisogno di una famiglia che le desse la possibilità di sentirsi figlia, di sentirsi accolta, pensata e amata. Il felice percorso in casa famiglia sembrava si stesse concludendo con positività quando Marianna viene affidata ad una famiglia pronta ad aprirsi all’adozione. Poche settimane e Marianna ritorna presso la nostra struttura: la nuova famiglia non si sentiva pronta. Passa altro tempo e si succedono altre due famiglie. Tutte si sentono inadeguate, impreparate, minacciate.

Marianna è solo uno dei tanti nomi che si alternano nell’esperienza pluriennale della Federazione Progetto Famiglia da vent'anni impegnata accanto ai minori e alle famiglie in difficoltà e che attraverso la 3a edizione della Settimana del Diritto alla Famiglia in collaborazione con la rivista di tematiche familiari Punto Famiglia vuole puntare i riflettori su queste dinamiche infette e rilanciare uno specifico studio per gli operatori sociali pubblici e no profit per comporre insieme riflessioni ed ipotesi di lavoro. La storia di Marianna prosegue per vie ancora più assurde. Valigie sempre pronte all’uscio e la maggiore età la attende tra qualche mese. E il timore è di non avere nessuno. Non avere più un’appartenenza. Non avere più una storia. Una situazione pari a quelle del dopoguerra italiano. E pensare che già con la Costituzione di Costantino nella civiltà romana era lecito raccogliere gli esposti e allevarli e nutrirli. La nostra legge non sembra essere da meno. Peccato che dal 4 maggio 1983 ad oggi, a trent’anni dalla promulgazione della legge 184, si assiste ancora ad una falla abissale. Intorno ai quasi 30.000 minori in affidamento e in comunità, c’è tutto un silenzioso brulicare di operatori, associazioni, volontari che dedicando tempo e risorse continuano a far fronte alle situazioni familiari in crisi, in cui i bambini e i ragazzi crescono sperimentando carenze, solitudine e disorientamento istituzionale. La Settimana non propone solo una panoramica degradante dei tribunali d’Italia, ma si è fatta promotrice di una Petizione "per la tutela del diritto dei minori a crescere in una famiglia". Una iniziativa per chiedere alle Amministrazioni Regionali di impegnarsi ed effettivamente tutelare il diritto di ciascun bambino e ragazzo a crescere in una famiglia. Il 16 maggio a Roma saranno consegnate al Presidente della Conferenza permanente delle Regioni e delle province autonome già le prime adesioni alla Petizione popolare. Cuore della Settimana del Diritto alla Famiglia sarà il Seminario nazionale di Studi “CHIAMATI AD ACCOGLIERE. Tutela dei minori e prevenzione dell'abbandono a trent'anni dalla legge sul diritto alla famiglia” che si svolgerà il 17 maggio ad Angri (SA), sul tema del sostegno alle famiglie, dell'affidamento familiare e delle comunità per minori. È un modo significativo per non far passare silenziosamente la XXI Giornata internazionale della famiglia indetta dall'ONU per il 15 maggio 2013.

Il Convegno intende stimolare la riflessione nazionale e sarà dedicato ampio spazio alla realizzazione di cinque laboratori di confronto. In ciascun laboratorio, introdotto da alcune relazioni mirate, ci saranno numerosi esperti del settore pubblico, del no-profit e del mondo accademico e della ricerca. Per favorire un dibattito concreto e costruttivo, è stato istituito il forum www.progettofamiglia.org/forumaffido per un lavoro di confronto online a partire da alcune tracce-stimolo, che porteranno alla elaborazione di un documento base per ciascuno dei laboratori. Abbiamo incontrato alcuni relatori che interverranno al Convegno Nazionale: Andrea Botti, Associazione Nazionale Famiglie Numerose: “L’aspettativa che riponiamo nella Settimana del Diritto alla Famiglia è che ci sia maggiore attenzione verso l’affido familiare e l’accoglienza. Inoltre potremo iniziare a parlare di prevenzione quando nella rete sociale, nonostante la crisi provi a rallentare, si innescherà un meccanismo di solidarietà per cui nessuna famiglia viene lasciata sola. Le carenze sociali non permettono alla famiglia in difficoltà di trovare risposte sotto casa, anche perché spesso non si ha la capacità di individuare le realtà istituzionali. Quindi l’invito è di aprirsi con maggiore sensibilità alle esigenze delle famiglie”. Liviana Marelli, Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza “Oltre a un momento di confronto, formazione e collaborazione, la Settimana del Diritto alla Famiglia è anche l’occasione giusta per fare chiarezza sui modelli di accoglienza e sui diversi tipi di comunità. È un passaggio importante per superare una serie di stereotipi ideologici. Quindi come CNCA abbiamo intenzione di definire, anche dal punto di vista lessicale, qual è l’identità delle diverse tipologie di comunità. Vogliamo sfatare anche la convinzione che le comunità educative siano dei posti freddi, diretti da educatori turnanti, dall’identità neutra, ma un gruppo di adulti presenti che danno calore”.