Sarno. Ex Filande. Il comune ordina l’abbattimento delle opere abusive

Foto: Ex Filande D’Andrea, dopo 27 anni il Comune ha ordinato agli attuali proprietari di abbattere le opere abusive realizzate nel 1986 dalla “Francesco D’Andrea srl”, rivendicando la restituzione di alcune aree destinate a opere di urbanizzazione primaria. Da sempre in mano ai privati, l’antico complesso industriale è stato negli anni ’90 al centro di una lunga sequela di indagini anticamorra e fallimenti. Fatto costruire nell‘800, è situato al centro di Sarno, tra via Roma, corso Vittorio Emanuele, piazza Garibaldi e traversa Matteotti. Allo stato attuale ospita un istituto scolastico e il commissariato di polizia. Fino a pochi mesi fa ha ospitato il distretto sanitario e prim’ancora (dal 1998 al 2007) ha ospitato il presidio ospedaliero Villa Malta. I lavori di restauro risalgono agli anni ’80 per iniziativa dell’ingegnere Marco Cordasco che, attraverso la “Francesco D’Andrea srl”, riuscì, il 21 luglio 1986, ad ottenere la concessione edilizia per il restauro e il riuso delle Filande. Prima del rilascio della concessione, il 16 luglio 1986, il Comune e Cordasco (che da lì a qualche anno denuncerà alla magistratura di essere rimasto vittima di una lunga sequela di episodi estorsivi da parte del clan Galasso) stipularono una convenzione, che prevedeva a favore del Comune una serie di vincoli sulle aree dell’ex Filanda, destinate a opere di urbanizzazione primaria (fogne, strade, rete idrica).Già in passato, il Comune aveva rivendicato l'utilizzo delle aree ( in totale sono cinque), instaurando nel 1999 un contenzioso dinanzi al Tribunale di Nocera Inferiore, che diede ragione all’Ente di palazzo San Francesco. Il curatore fallimentare della "Francesco D'Andrea srl", Eraldo Turi, aveva avuto disposizioni dal Tribunale di consegnare le aree al Comune. Ma allo stato attuale risultano consegnate al Comune solo l'area compresa tra il Rio Palazzo e la traversa Matteotti (parcheggio Ragioneria), e una porzione dell'area situata tra via Roma e l’edificio ex Asl.Nell’ordinanza a firma dell’ingegnere Antimo Angelino, il Comune ha rivendicato il diritto, nella pienezza degli effetti giuridici, di acquisire gli spazi nella propria disponibilità, ordinando agli attuali proprietari che le opere di recinzione e di interclusione siano demolite perché realizzate in difformità rispetto a quelle previste dalla concessione edilizia del 21 luglio 1986.Ex Filande D’Andrea, dopo 27 anni il Comune ha ordinato agli attuali proprietari di abbattere le opere abusive realizzate nel 1986 dalla “Francesco D’Andrea srl”, rivendicando la restituzione di alcune aree destinate a opere di urbanizzazione primaria. Da sempre in mano ai privati, l’antico complesso industriale è stato negli anni ’90 al centro di una lunga sequela di indagini anticamorra e fallimenti. Fatto costruire nell‘800, è situato al centro di Sarno, tra via Roma, corso Vittorio Emanuele, piazza Garibaldi e traversa Matteotti. Allo stato attuale ospita un istituto scolastico e il commissariato di polizia.

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Fino a pochi mesi fa ha ospitato il distretto sanitario e prim’ancora (dal 1998 al 2007) ha ospitato il presidio ospedaliero Villa Malta. I lavori di restauro risalgono agli anni ’80 per iniziativa dell’ingegnere Marco Cordasco che, attraverso la “Francesco D’Andrea srl”, riuscì, il 21 luglio 1986, ad ottenere la concessione edilizia per il restauro e il riuso delle Filande. Prima del rilascio della concessione, il 16 luglio 1986, il Comune e Cordasco (che da lì a qualche anno denuncerà alla magistratura di essere rimasto vittima di una lunga sequela di episodi estorsivi da parte del clan Galasso) stipularono una convenzione, che prevedeva a favore del Comune una serie di vincoli sulle aree dell’ex Filanda, destinate a opere di urbanizzazione primaria (fogne, strade, rete idrica).

Già in passato, il Comune aveva rivendicato l'utilizzo delle aree ( in totale sono cinque), instaurando nel 1999 un contenzioso dinanzi al Tribunale di Nocera Inferiore, che diede ragione all’Ente di palazzo San Francesco. Il curatore fallimentare della "Francesco D'Andrea srl", Eraldo Turi, aveva avuto disposizioni dal Tribunale di consegnare le aree al Comune. Ma allo stato attuale risultano consegnate al Comune solo l'area compresa tra il Rio Palazzo e la traversa Matteotti (parcheggio Ragioneria), e una porzione dell'area situata tra via Roma e l’edificio ex Asl. Nell’ordinanza a firma dell’ingegnere Antimo Angelino, il Comune ha rivendicato il diritto, nella pienezza degli effetti giuridici, di acquisire gli spazi nella propria disponibilità, ordinando agli attuali proprietari che le opere di recinzione e di interclusione siano demolite perché realizzate in difformità rispetto a quelle previste dalla concessione edilizia del 21 luglio 1986.