Angri. Legge anticorruzione. Per Mauri e Co. sfuma il sogno AgroInvest

Sarà alquanto difficile per il sindaco di Angri Pasquale Mauri mettere in atto il suo disegno di colonizzazione degli strumenti di partecipazione. Da più parti “rumors”, forse artatamente messi in circolo, evidenziano l’interesse precipuo di Mauri di volere controllare, almeno in parte, gli strumenti di concertazione tra i quali figurano anche la “Patto” Spa e la STU AgroInvest del quale è stato prima presidente e poi amministratore delegato. Mauri negli ultimi mesi si è fatto promotore dei summit tra i sindaci dell’agro per cercare di prendere in mano la situazione di Piano di Zona S1, Patto per l’Agro e l’ambita AgroInvest.

Ma la recentissima legge 39 del 8 aprile 2013 sulla :”Inconferibilità di incarichi a componenti di organo politico di livello regionale e locale “ stoppa qualsiasi ragionamento politico sulla gestione degli “strumenti”. L’articolo 7, della suindicata legge, vieta la conferenza di poteri: “A coloro che nei due anni precedenti siano stati componenti della giunta o del consiglio della regione che conferisce l'incarico, ovvero nell'anno precedente siano stati componenti della giunta o del consiglio di una provincia o di un comune con popolazione superiore ai 15.000 abitanti della medesima regione o di una forma associativa tra comuni avente la medesima popolazione della medesima regione, oppure siano stati presidente o amministratore delegato di un ente di diritto privato in controllo pubblico da parte della regione ovvero da parte di uno degli enti locali di cui al presente comma non possono essere conferiti: a- gli incarichi amministrativi di vertice della regione; b – gli incarichi dirigenziali nell'amministrazione regionale; c- gli incarichi di amministratore di ente pubblico di livello regionale; d – gli incarichi di amministratore di ente di diritto privato in controllo pubblico di livello regionale”. 2. A coloro che nei due anni precedenti siano stati componenti della giunta o del consiglio della provincia, del comune o della forma associativa tra comuni che conferisce l'incarico, ovvero a coloro che nell'anno precedente abbiano fatto parte della giunta o del consiglio di una provincia, di un comune con popolazione superiore ai 15.000 abitanti o di una forma associativa tra comuni avente la medesima popolazione, nella stessa regione dell'amministrazione locale che conferisce l'incarico, nonché a coloro che siano stati presidente o amministratore delegato di enti di diritto privato in controllo pubblico da parte di province”.

Fatti i dovuti riscontri il sindaco Mauri oltre a detenere la fascia di primo cittadino è stato eletto, nel 2009, anche consigliare provinciale, assenteista e recordman, quindi, con questa legge non può concorrere, così come i suoi omologhi, a nessun tipo di carica negli strumenti di concertazione o altrove. Una variabile legislativa che Mauri non aveva messo in conto. Una volta messa la politica alla porta potrebbe esserci un nuovo slancio per questi strumenti di concertazione che vantano numerosi dipendenti e oggi in serie difficoltà economiche e di idee.
Luciano Verdoliva