Roccapiemonte. I sindaci danno vita alla crociata anti Gori

Tentano di cacciare la Gori i sindaci dell’ambito Ato 3. I primi cittadini di sette comuni dell’ambito ottimale numero 3 hanno, infatti, siglato, a Roccapiemonte, l’accordo anti Gori chiedendo la ripubblicizzazione del servizio idrico integrato nell’ambito sarnese – vesuviano. Un ‘patto d’acciaio’. I rappresentanti dei sette comuni ieri hanno indetto summit a Roccapiemonte per mettere fine alla gestione Gori. A dare supporto al sindaco rocchese Andrea Pascareli, Franco Longanella primo cittadino di Castel San Giorgio, il delegato di Nocera Inferiore Tonia Lanzetta, il sindaco Pasquale Mauri di Angri, l’assessore del comune di Fisciano Franco Gioia, il delegato di Calvanico, Pasquale Amoroso ed anche l’assessore del comune di Corbara, Matteo Milone.

A sostengo dell’azione dei sindaci Ato 3, anche i comitati civici dell’acqua pubblica. Nel corso della riunione, per ‘salvare’ i comuni dalla Gori, sono stati individuati i metodi e strumenti da utilizzare per avviare un percorso concreto per il coordinamento dei sindaci sul territorio che si ponga come obiettivo la ripubblicizzazione del servizio idrico integrato attraverso la costituzione di ambiti di gestione della risorsa idrica su scala intercomunale per avere una gestione efficiente, efficace e partecipata da parte di enti e comunità locali del bene comune acqua. I primi cittadini hanno poi deciso nel corso della riunione di ieri a Roccapiemonte di elaborare insieme delle strategia per ‘salvare’ i comuni dalla Gori. L’iniziativa è stata estesa anche agli altri sindaci dell’Agro e dei paesi vesuviani per dar forza alla battaglia contro la Gori: assenti, per motivi elettorali, Scafati.