Sarno. Ancora furti di rame al cimitero.

Furti di rame al cimitero, prese di mira le cappelle delle vittime dell'alluvione Non c’è pace nemmeno tra i defunti. Un maxi- furto di rame è stato messo a segno nel cimitero comunale di via Sarno-Palma. Ad entrare in azione i soliti ladri a caccia di “oro rosso” – al momento non ancora identificati – che hanno preso di mira quaranta cappelle delle vittime dell’alluvione del 5 maggio 1998. I malviventi si sono introdotti di notte, trafugando un’ingente quantità di rame. Servendosi delle scale in dotazione al cimitero, hanno divelto e asportato dalle cappelle le grondaie di rame. I carabinieri hanno avviato le indagini per furto aggravato a carico di ignoti.

Secondo una prima ricostruzione dell’accaduto, sembra che i ladri siano entrati in azione per ben tre volte tra sabato notte e lunedì notte. I malviventi sono entrati dalla zona di via Sarno-Palma destinata all’ampliamento del cimitero. Per entrare hanno prima spezzato una catena che ostruiva l’accesso, poi, per aprire il cancello, che si trova nel muro laterale alle cappelle, hanno divelto il catenaccio. Non dev’essere stato difficile per loro servirsi delle scale in dotazione al cimitero, salire sui tetti delle cappelle, rimuovere le grondaie di rame, che erano tutte concentrate nell’area dove riposano le vittime dell’alluvione, caricarle su un furgone e portarle via.

Un’operazione che è andata avanti per tre notti di seguito. Probabilmente gli autori del maxi-furto sono professionisti attrezzati, altrimenti non sarebbe stato possibile portare via tutta quella roba, senza un piano ben studiato. In questi ultimi mesi i furti di “oro rosso” si sono moltiplicati e i ladri non si fermano più di fronte a nulla: oltre ai cantieri, fonte certa per un buon bottino, ora prendono di mira anche chiese, luoghi sacri e cimiteri.“L’amministrazione comunale è molto dispiaciuta per l’accaduto – commenta l’assessore ai servizi cimiteriali, Antonio D’Angelo – Non c’è più rispetto nemmeno per i morti. Il cimitero dovrebbe essere un luogo di pace e di culto, e invece c’è qualcuno che la pensa diversamente rendendosi responsabile di atti così gravi per trarne un facile guadagno economico”.