Angri. Truffano i fedeli. L’allarme di Don Enzo Leopoldo

http://www.diocesinocerasarno.it/2011/wp-content/uploads/Leopoldo-Vincenzo.jpgLa truffa corre tra incensi, acquasanta e icone sacre. Usano il nome della Chiesa e del Parroco Don Enzo Leopoldo per battere cassa in maniera truffaldina abusando anche della buona fede degli interlocutori. E’ quanto sta accadendo ad Angri. La denuncia arriva dal pulpito dell’altare della collegiata di San Giovanni Battista ad Angri, ad esporre i fatti è Don Enzo Leopoldo (foto), che mette in guardia i fedeli sui malintenzionati che li attirano nella rete dell’imbroglio. La truffa sarebbe stata scoperta dopo la segnalazione di un episodio, quando un fedele ha messo al corrente don Enzo Leopoldo del fatto affermando che alcune persone non bene identificate si erano presentate presso al sua abitazione a nome e per conto della Chiesa proponendo la donazione di alcuni quadri pregiati in cambio di una piccola transazione.

Affari che immediatamente appaiono illegittimi alle persone più scaltre ma che facilmente inducono all’errore i più ingenui e i più deboli. Pare che queste persone avrebbero fatto già visita a parecchie famiglie di Angri presentandosi proprio a nome del parroco don Enzo che secondo loro garantirebbe la legittimità dell’affare, millantando addirittura l’autorevole garanzia dello Stato Vaticano. Sono svariate le tecniche truffaldine per approcciare i malcapitati. Essi si presenterebbero presso le famiglie anche con documenti credibili che certificano la conoscenza di quasi tutto l’albero genealogico delle famiglia. Dati personali forse recapitati anche sulla rete dei social network.

I truffatori si presenterebbero, infatti, snocciolando i dati sensibili del nucleo familiare per carpire subito la buona fede della persona visitata. Le vittime, secondo il ben preciso piano dei truffatori, sarebbero state selezionate da una speciale commissione avrebbe dichiarato loro quale persone meritevoli e quindi degni delle attenzioni addirittura del Vaticano. I componenti della famiglia su presunta segnalazione del parroco don Enzo Leopoldo e con il beneplacito del Vaticano avrebbe scelto loro per un premio che consisterebbe in un quadro che addirittura Papa Francesco metterebbe a disposizione.

Se la truffa va a buon fine i millantatori incasserebbero una cifra irrisoria tra i cinquanta o sessanta euro che sarebbero, secondo tali, “spese di gestione”. “C’è crisi – afferma don Enzo Leopoldo – e le persone non sanno più cosa inventarsi. Ingannare la gente chiamando in causa addirittura il Vaticano sembra eccessivo”. Don Enzo Leopoldo, invita le vittime e quelle potenziali a segnalare questi fatti alla locale stazione dei Carabinieri. Solo con denuncie dirette e circostanziate si può istruire una più approfondita indagine.
Luciano Verdoliva