Angri. AgroInvest. Zollo, pronti per un nuovo slancio

Il presidente in carica di Agroinvest fa il punto della situazione sul caso della Stu più discussa degli ultimi tempi. Una panoramica a 360 gradi sul caso Agroinvest: “Penso che gli strumenti di programmazione negoziata abbiano dato un notevole impulso allo sviluppo del nostro territorio e Agroinvest, in particolare, con le aree industriali realizzate ne ha cambiato la fi sionomia, migliorandola, e, soprattutto, ha creato le condizioni fi siche necessarie allo sviluppo delle nostre aziende. Fosso Imperatore ne è la dimostrazione” dichiara Zollo. Ma ci sono altri 4 PIP gestiti da Agroinvest, alcuni allo stato embrionale: “Le altre aree stanno vivendo tempi di realizzazione più lunghi soprattutto a causa del particolare momento di crisi economica che stiamo vivendo a parte Scafati che va ripensato completamente ma ne stiamo discutendo sia col sindaco Aliberti che con l’AD Casciello” spiega il presidente.

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La crisi economica ha investito in pieno anche gli strumenti della programmazione negoziata come la stessa Agroinvest, tanto da vedere i sindaci del territorio, impegnati per evitarne addirittura la chiusura: “Le amministrazioni locali, principalmente Comuni e Provincia, sono soci maggioritari di strumenti come Patto dell’Agro e Agroinvest. Un loro rinnovato interesse verso questi strumenti lo considero un fatto positivo e necessario per la loro sopravvivenza. Ovviamente dovremmo essere certi che tutti i sindaci siano animati dalla sincera volontà di rilanciare questi strumenti e non da interessi di tipo diverso che spesso attivano l’animosità di qualcuno di loro” spiega Zollo che poi entra nel merito delle cariche all’interno della Stu “Relativamente al rinnovo del Consiglio di Amministrazione di Agroinvest ritengo che, fatta salva la quota in capo ai soci privati, come recita lo statuto, i soci pubblici hanno i numeri per garantirsi il diritto di eleggere i rappresentanti che meglio credono. Questo però non può prescindere dal prendere atto del buon lavoro fatto dall’attuale CdA che mi onoro di presiedere: abbiamo ereditato un bilancio con circa un milione di euro di perdite chiudendo con un decoroso utile tutte le annualità di ns. competenza (ultimi 3 anni). Abbiamo ridotto di costi di gestione: nel 2007 erano circa 1.000.000 – nel 2009 470.000 – nel 2012 340.000 – ulteriori riduzioni si registreranno nell’anno in corso. Abbiamo risolto, senza nessun costo aggiuntivo per la società e di concerto con i dipendenti ed i loro rappresentanti sindacali, il serio problema della regolarizzazione dei rapporti di lavoro relativi a collaboratori defi niti erroneamente “consulenti esterni” . Abbiamo messo in protezione i “numeri” della società attivando la cassa integrazione in deroga per poco meno della metà dei dipendenti che le gestioni precedenti avevano assunto. In una società privata questi risultati sarebbero stati premiati – continua Zollo – Ma tornando ai sindaci, credo che si stia formando un gruppo nutrito di “uomini di buona volontà” che al di là dei colori politici e fuori dagli interessi di parte, per quanto assolutamente legittimi, può funzionare da stimolo verso gli altri e avanzare proposte concrete di rilancio” Ad esempio? “A loro, come amico, come imprenditore e come Presidente di Agrofuturo, società che raggruppa 170 aziende manifatturiere locali, voglio solo ricordare che come amministratori hanno la responsabilità di delineare strategie utili allo sviluppo economico del nostro territorio e di creare le migliori condizioni possibili perché tale sviluppo si realizzi. Oggi più che mai è necessario uno sforzo comune, imprenditori e amministratori pubblici, per contenere i danni della crisi economica che stiamo attraversando e prepararci al rilancio appena le condizioni generali ce lo permetteranno”.

Sull’ipotesi paventata di escludere il “privato” dalla società, Zollo: “E’ solo l’idea di qualcuno di loro poco lungimirante. Lo sviluppo di un territorio, una volta create le condizioni, lo realizziamo soprattutto noi imprenditori con i nostri investimenti. Sarebbe un errore escluderci dai tavoli dove si decidono strategie che coinvolgerebbero le nostre aziende senza darci la possibilità di dire la nostra. Anzi noi abbiamo bisogno di sentire i sindaci nostri alleati, sapere che non siamo soli, nell’interesse soprattutto della tutela dei posti di lavoro dei nostri concittadini. Agroinvest e Patto territoriale sono nati con questo obiettivo, una vera concertazione che partendo dal basso metteva insieme pubblico e privato nell’interesse del territorio. Bisogna recuperare lo spirito iniziale di questi strumenti per arginare i processi di delocalizzazione che hanno già coinvolto molte nostre aziende. Sono convinto, però, che queste cose sono ben note alla stragrande maggioranza dei sindaci coinvolti” spiega Zollo.

AgroInvest però sta affrontando oltre alla crisi economica, il rinnovo del consiglio d’amministrazione, anche qualche intervento da parte della magistratura: “Una società come Agroinvest è naturalmente esposta ad attività di verifi ca da parte dei vari organi di controllo, magistratura compresa. E’ semplicemente accaduto che un magistrato, nell’ambito della propria attività, ci abbia fatto richiesta, tramite i carabinieri di Angri, di una serie di atti amministrativi che abbiamo già provveduto a consegnare. Non è la prima volta che accade e, probabilmente, non sarà l’ultima. Personalmente la ritengo una normale attività di verifi ca cui una una società, con capitale a maggioranza pubblico, può e deve sottostare” conclude Zollo.
Valeria Cozzolino