Castellammare di Stabia. Primi roghi sui Monti Lattari

Caldo intenso nell’Agro e si avvistano i primi incendi boschivi nella vasta macchia mediterranea dei Monti Lattari e del Saro. Puntuale come ogni anno scatta l’allarme per i focolai che poi assumono le connotazioni di veri e propri roghi che devastano flora e fauna. Ieri la prima giornata campale per i volontari e gli uomini dell’antincendio della protezione civile. L’area interessata è stata quella dei Monti Lattari. Un rogo, appiccatosi in una zona dell’area stabile, fortunatamente lontana da centri abitati e da case, si è sviluppato proprio a causa delle elevate temperature. La giornata, coincisa con il periodo più caldo dell’estate, e la zona impervia non ha favorito di certo le operazioni di spegnimento.

Per tutta la giornata e fino alle 17,30 due Canadair in servizio presso il centro regionale di Protezione civile hanno fatto da spola nel golfo per raccogliere l’acqua necessaria per spegnere il rogo. Un’operazione particolarmente delicata sia per la consistenza del rogo che ha distrutto diversi ettari di montagna, sia per le condizioni climatiche avverse. I sindaci delle aree dei Lattari (Gragnano, Lettere, Pimonte, Casola ed Agerola) sono in allerta ancora memori dei pericolosi roghi degli scorsi anni che hanno carbonizzato centinaia di ettari di bosco e macchia mediterranea. Lo scorso anno, infatti, fu anche il Monte Faito fu mira dei piromani. Una vasta fascia della macchia mediterranea è, infatti, ancora oggi visibilmente compromessa dall’incendio che un anno fa mise a dura prova la sopravvivenza di vasti tratti di boschi, soprattutto nell’area di Vico Equense.