Angri. Sul progetto Jessica le precisazioni di Alfonso Scoppa

Riceviamo e pubblichiamo

In relazione alla richiesta di finanziamento per il progetto di riqualificazione urbana presentato dal Comune di Angri a Novembre 2010, ascoltando alcuni interventi ed interviste dell’ultima assise cittadina, mi sono reso conto che si è potuta ingenerare una certa confusione sull’argomento. Porto dunque a conoscenza della cittadinanza alcuni chiarimenti sulla effettiva portata del Progetto di Riqualificazione Urbana delle aree comprese tra Piazza Annunziata, prolungamento di Corso Italia e via Cervina. Il progetto viene innanzitutto denominato Jessica in modo completamente improprio. L’investimento del Comune di Angri è denominato “Riqualificazione Urbana delle aree comprese tra Piazza Annunziata e prolungamento di corso Italia”. La fonte di finanziamento a copertura della spesa è chiamata “Jessica” che è l’acronimo di Joint European Support for Sustainable Investment in City Areas ovvero Sostegno europeo congiunto per investimenti sostenibili nelle aree urbane.

Si tratta infatti di una iniziativa della Banca Europea degli Investimenti e della Banca di Sviluppo del Consiglio D’Europa. Tale forma di finanziamento offre principalmente i seguenti vantaggi: Sostenibilità – gli strumenti di ingegneria finanziaria come JESSICA si basano sulla fornitura di assistenza rimborsabile dai fondi strutturali a investimenti che dovrebbero generare rendimenti e ripagare così gli investitori. Si tratta di un'alternativa più sostenibile rispetto alla tradizionale assistenza mediante stanziamento di fondi. Competenze – JESSICA permette alle autorità di gestione dei fondi strutturali, alle città e ai comuni di interagire con il settore privato e quello bancario. Ciò favorisce gli investimenti e la capacità tecnica e finanziaria di implementazione e gestione dei progetti. Che ad oggi non ci sia alcun finanziamento è ovvio, infatti bisogna adesso, così come ho detto in un precedente comunicato mentre auguravo buon lavoro alle UOC preposte e all’Assessorato preposto, espletare tutte le procedure possibili per affidare questi lavori a terzi; del resto perché dovremmo avere fondi se non c’è ancora spesa? E’ vero invece che esiste un decreto, chiaramente citato nel mio precedente comunicato, che certifica la conformità dell’investimento per la riqualificazione urbana delle aree ai principi cardine della misura 6.1 P.O.R..

Non si tratta di un contributo in conto interessi, si tratta di un finanziamento basato su regole di ingegneria finanziaria, erogabile a copertura di investimenti con una certa redditività (Comune visto alla stregua di imprenditore) e con un impatto ambientale e sociale sostenibile. Siamo dunque appena alla prima fase, che è di certo la più importante, quella cioè in cui la commissione BEI/CEB ha ritenuto finanziabile l’opera. Quindi adesso le scelte esecutive e le procedure amministrative successive dovranno trasformare in realtà la proposta progettuale. Ho tenuto tanto a questa puntualizzazione perché si ci renda conto della grossa portata, in termini di importanza, di tale questione, si ci renda conto che non c’è sempre da polemizzare ma che ci sono anche tempi per sforzi congiunti e per atteggiamenti propiziatori. Ribadisco che il progetto potrebbe portare una grossa iniezione di liquidità alle economie locali, senza cementificazione ma addirittura con la realizzazione di un nuovo polmone verde al centro di Angri.
Alfonso Scoppa