Angri. Caritas cittadina riferimento per le fasce deboli

Circa settecento famiglie, tra cittadini angresi ed extracomunitari, si sono rivolte negli ultimi tre anni alla Caritas di Angri per avere un supporto economico, psicologico e talvolta medico. Il dato preoccupante del livello di povertà dilagante emerge dalle parole della responsabile del centro di ascolto suor Filomena. Una situazione intollerabile alla quale i circa trenta volontari rispondono con la comprensione dei problemi dei meno abbienti, la distribuzione dei generi di prima necessità, il sostegno medico con la collaborazione di dottori e centri di analisi, sempre nei limiti del possibile, il doposcuola e la consulenza finalizzata allo sviluppo della capacità gestionale della propria vita e delle proprie risorse. Le problematiche più comuni riguardano le condizioni di ristrettezza economica, la mancanza di un lavoro, la perdita della casa e la terribile sorte di bambini privi dei beni di prima necessità a causa del loro costo elevato.

La sede della Caritas in prolungamento corso Italia è stata inaugurata lo scorso Aprile dall’amministrazione Mauri, sensibile alle iniziative intraprese dalle sei parrocchie della città: Costantinopoli, Carmine, SS. Annunziata, San Giovanni Battista, Regina Pacis e S. Maria delle Grazie, con la collaborazione del consultorio “Granello di senape”. Suor Filomena ha poi spiegato che il centro è attivo da Novembre 2010 ed appartiene alla città permettendo a chiunque voglia collaborare di farlo offrendo dei servizi per la comunità. La Caritas rappresenta un sostegno al servizio caritativo delle parrocchie per potenziare tale forma d’amore, stando nel contempo vicino alle persone bisognose. I giorni di apertura al pubblico sono il martedì ed il giovedì dalle 16.30 alle 18.30, mentre durante gli altri giorni i volontari si riuniscono, discutono e seguono corsi di formazione per qualificare sempre più il servizio da offrire. Così suor Filomena: “Cerchiamo di ascoltare la persona e valutiamo ciò che vuole comunicare così da attrezzarci per far fronte momentaneamente alle esigenze materiali, spronando però a darsi da fare per migliorare le proprie condizioni di vita. Inoltra raccogliamo fondi per soddisfare, nei limiti del possibile, le richieste dei più bisognosi”.

Dunque non solo assistenzialismo caritatevole ma anche consigli per provare a risollevare le sorti di questi cittadini. “Dobbiamo far capire che dietro ad un bisogno c’è anche un’incapacità gestionale della vita e delle poche o molte risorse che si hanno a disposizione. Riguardo gli extracomunitari presenti sul territorio che si rivolgono al centro d’ascolto, posso dire che sono ben inseriti nel nostro tessuto sociale, apprendono molto ed imitano ciò che la società offre come modello.” La responsabile della Caritas si è poi rivolta all’amministrazione comunale: “Chiedo loro di creare le condizioni favorevoli affinché ognuno possa avere un lavoro. Poi attraverso una progettazione farsi carico delle famiglie per un discorso educativo gestionale, creando un centro di prima accoglienza per le persone temporaneamente prive di una casa e di alimenti.” Infine l’appello di suor Filomena alla cittadinanza: “La carità non è solo parrocchiale, ma di ogni cristiano battezzato e non solo bisogno, ma dovere verso Dio che si manifesta nel prossimo. La carità non è elemosina ma una forma d’amore che viene da Dio e si riversa sui fratelli bisognosi.”
Giuseppe Afeltra