Angri. Preoccupante escalation di patologie oncologiche

Aumentano in città le patologie oncologiche e le morti derivati da queste malattie letali. Solo nell’ultimo mese si registrano oltre tre casi di morte legati a questo tipo di malattie spesso collegate all’ambiente inquinato. Angri ormai rientra nella fascia dei comuni ad altro rischio ambientale, sopratutto per la presenza sul suolo di amianto smaltito in maniera illegale e la mancata bonifica di siti come i tre Fondi ex prefabbricati: Rosa Rosa, Badia e Largo Caiazzo meta quotidiana di sversamenti illegali. Anche se l’amministrazione comunale sta cerando rimedio questa drammatica e preoccupante situazione, l’allarme resta alto. Il professor Antonio Giordano, ricercatore di fama internazionale, che lo scorso gennaio a Nocera Inferiore presentò il libro bianco sui tumori “Campania terra di veleni”, realizzato con il virologo Giulio Tarro sta conducendo una ricerca scientifica nell’Agro, dove lo studioso si sta avvalendo del supporto del professor Rocco De Prisco del Cnr per mettere in evidenza lo smaltimento illegale dei rifiuti tossici.

Un inquinamento ambientale che ha come elemento scatenante precipuo il fiume Sarno e non ultimo anche lo smaltimento di materiale altamente tossico che incidono sulla catena alimentare facendo registrare un aumento, al di sopra della media nazionale, di alcune patologie tumorali tale che addirittura ha allertato l’Organizzazione Mondiale della Sanità, gli oncologi dell’Istituto Pascale di Napoli e catalizzato l’interesse delle maggiori riviste scientifiche nazionali ed internazionali come la prestigiosa “Newsweek”. Il caso “Angri” c’è e si sta manifestando con queste continue morti premature, che spesso hanno come vittime giovanissimi. La mobilitazione della dei cittadini è sempre più massiccia e anche l’amministrazione comunale tenta di mettere una pezza a questa pericolosa falla ambientale che si è vistosamente allargata negli ultimi mesi.

Del grave problema ambientale se ne è occupato anche, per varie sedute, l’assise cittadina. Dopo attenti studi per l’eventuale bonifica completa delle zone interessate dal degrado è stata fatta una prima stima dei costi di bonifica: 1 milione e 750mila euro, una cifra che resta proibitiva per le esangui casse comunali, assillate da debiti fuori bilancio accumulate dalle precedenti. Ora il Comune, su interessamento del consigliere comunale di maggioranza Buonaventura Manzo, supportato dai tecnici comunali, presenterà alla Regione un progetto con richiesta di finanziamento in conto capitale.
Luciano Verdoliva