Angri. La Gori lascia a secco gli utenti morosi. Le foto


Da qualche giorno il territorio angrese è assediato dai furgoncini bianchi con il logo della Gori. Vero spauracchio per utenti morosi e famiglie in difficoltà economiche timorose di vedersi privare dell’ ”acqua bene primario”. Il referendum e il patto dei sindaci sono soltanto carta straccia per la società ercolanese che ha deciso tolleranza zero verso chi non è in regola con i pagamenti pregressi delle bollette. Lunedì mattina i tecnici della Gori hanno fatto vista anche a numerosi commercianti ed imprenditori non in regola con i pagamenti pronti a fermare le loro attività, ieri invece è toccato a quattro nuclei familiari di un condominio di Viale Leonardo Da Vinci. I tecnici si sono introdotti nell’area condominale – privata – e hanno staccato i tubi della condotta prelevando i contatori dei morosi nonostante in qual momento gran parte dei condomini non fosse in casa per obiettare e evitare il distacco del contatore.

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“Non sono venuti nemmeno i Carabinieri” afferma rassegnato il signor Nunzio de Stefano, anche lui utente moroso. Pare che nella palazzina condominale presa di mira dai tecnici della Gori ci fossero alcuni utenti morosi che avrebbero accumulato tra i 9,400 e i 7,000 euro di debito e dai quali la Gori avrebbe preteso il pagamento in un’unica soluzione: “Sono stato alla Gori per cercare un accordo ma mi hanno detto che devo pagare tutto in un’unica soluzione”.

Settemila euro sono troppi, di questi tempi, per il signor De Stefano che, come gli altri utenti, privato del “bene primario” si sono immediatamente rivolti ad un avvocato che ha avviato subito tutte le procedure di tutela per queste famiglie. Gli stessi nuclei familiari che ora si stanno rivolgendo al sindaco Mauri affinché possa trovare una soluzione a questa nuova e drammatica emergenza sociale che sta alimentando forti tensioni sul tutto il territorio cittadino e che mette a rischio anche il lavoro degli ignari tecnici della Gori, semplici esecutori di direttive provenienti da Ercolano. Sulla questione pare sia stata investita anche la Procura della Repubblica di Nocera Inferiore e i Carabinieri del reparto territoriale di Nocera Inferiore, mentre molti legali angresi sono pronti a scendere in campo per difendere i diritti all’acqua bene inalienabile. Appena lo scorso agosto il Comune di Angri, nella persona del Sindaco Pasquale Mauri, ha profuso grande impegno nella costituzione e promozione della “Rete dei Sindaci” ATO3, che vede i comuni dell'Agro e del Vesuviano impegnati contro la privatizzazione dell'acqua. Un fronte ampio compatto che però vede la Gori giocare di rimessa. Ora i cittadini sono pronti a dare battaglia anche materialmente a chi vuole privarli della risorsa acqua.
Luciano Verdoliva