E’ venuto a mancare il “rapporto di fiducia”. Questa è una delle motivazioni contenute nel decreto sindacale datato 7 ottobre 2013 con il quale si sancisce ufficialmente la revoca delle deleghe all’assessore Vincenzo Ferrara e l’apertura di una crisi politica senza precedenti per la maggioranza del sindaco Mauri, ora in seria difficoltà, in crisi di numeri. Dopo la furibonda lite con Ferrara senior, avvenuta la scorsa settimana, il primo cittadino ha rotto gli indugi e ha comunicato tramite “albo pretorio” al giovane Ferrara la sua decisione di non averlo più tra i suoi fiduciari politici, tendo misteriosamente riservata la sua decisione finanche in giunta dove ieri nessuno aveva comunicato al giovane assessore la decisione presa lo scorso 7 ottobre dal sindaco. Una giunta annullata per altri “sopraggiunti motivi”.
Ora Mauri è costretto a fare quadrato intorno ai numeri e cercare necessariamente una “stampella” per concludere il suo mandato che scade nella primavera del 2015. Una strada tutt’altro che in discesa. Si ingrossano in maniera impressionante le fila del dissenso con la fuoriuscita di Ferrara senior e la tenuta della maggioranza ora, più che mai, è in bilico. Rumors però danno per certo una nuova campagna di “persuasione” da parte del primo cittadino che offre a qualche consigliere comunale di opposizione “indeciso”, in cambio della stabilità numerica e la preservazione della sua scottante poltrona, come premio ad un possibile ingresso in maggioranza la poltrona lasciata vacante dal giovane Vincenzo Ferrara.
Pare avviato anche un ragionamento politico con il PDL, ora Forza Italia, che potrebbe portare alla corte di Mauri uno o più elementi del partito azzurro, ragionamento avvalorato anche dalle numerose foto sul social network che ritraggono un “fido” consigliere comunale di Mauri addirittura “vis a vis” con il leader del partito di Berlusconi nell’Agro: Pasquale Aliberti, con il quale Mauri sta facendo sponda nella vicenda per la conquista della Stu angrese AgroInvest. L’ultima parola su questa anomala “alleanza di comodo”, però, potrebbe spettare al senatore Peppe Esposito, esponente di spicco del PDL salernitano.
Mauri, però, sta giocando su più fronti, da tempo lo stesso non nasconde di volere prepararsi al prossimo turno elettorale supportato da locale PD, che con la benedizione dei vertici salernitani appoggerebbe la corsa per la riconferma del primo cittadino. Un PD attualmente senza rappresentanti in consiglio comunale, avendo i vertici locali “espulso” i consiglieri comunali di opposizione Ferraioli e Recussi. L’ago della bilancia ad oggi pende inesorabilmente dalla parte dell’opposizione che a questo punto potrebbe immaginare anche di porre fine all’era Mauri.
Altro asso nella manica di Mauri potrebbero essere le sue dimissioni pilotate, un’azione che gli permetterebbe, in modo tale, da azzerare una parte del suo esecutivo e liberare spazi ai probabili transfughi della minoranza che verrebbe allettata da poltrone e cariche disponibili per il “bene della città”.
Luciano Verdoliva





















