Angri. Quanto fango!

A monte è sceso di tutto. Detriti accompagnati anche da pezzi meccanici, batterie di auto, marmitte che hanno invaso l’incrocio con la strada Provinciale Adriana e l’Alveo Sant’Alfonso. Ieri sono bastate poche ore di pioggia per mettere inginocchio l’intera cittadina angrese sommersa verso, le ore 07,00, da una impressionate piena che non ha risparmiato le principali strade cittadine, allagando esercizi commerciali e rendendo difficoltoso la mobilità. Un’ondata di piena documentata dai siti locali e dai cittadini che subito hanno postato il fenomeno alluvionale su Facebook. In molti si sono lamentati per la mancata prevenzione per questi fenomeni meteo oramai diventati frequenti in questa parte di stagione. Nessuna prevenzione è stata attuata, non c’è stata la pulizia delle caditoie unica via di sfogo per l’acqua, mancando sul territorio le vasche di laminazione, se si eccettua quella in gestione al Consorzio di Bonifica Integrale del Fiume Sarno, in Via Santa Lucia, tenuta in pessimo stato e senza manutenzione proprio dall’ente nocerino di Via Atzori. Acqua ovunque: in Via Zurlo, Via Risi e Via Raiola i maggiori disagi con le attività inondate dai detriti e fango. Tombini saltati e scantinati allagati.


 

In periferia non è andato meglio, anzi verso alle 10,03 è esondato anche il Rio Sguazzatoio, immergendo nelle sue putride acque i campi circostanti. La tracimazione in Via Orta Longa, in località Avagliana, già teatro delle esondazioni del novembre 2011. Sul posto al momento dell’esondazione c’era una troupe televisiva, quella di Agro24, che ha ripreso il momento esatto dell’inizio della tracimazione, segno che le improvvisate opere di bonifica e dragaggio non sono affatto servite come più volte sbandierate con toni trionfalistici dal primo cittadino Mauri che aveva assicurato che non ci sarebbero più state esondazioni. Invece le case nei pressi del rivo sono state nuovamente sommerse dalle acque della piena. Alcune di queste abitazioni sono state messe in vendita dai proprietari ormai esasperati e stanchi di convivere con questi fenomeni alluvionali che non riescono a trovare un’efficace soluzione se non quella delle passerelle di qualche assessore regionale e dei politici locali accompagnati dai loro sherpa. Nemmeno le opere previste nel “Grande Progetto Fiume Sarno”, in mano all’Arcadis, prevedono un’incisiva e decisa bonifica del corso d’acqua.

Nell’ultima conferenza dei servizi tenutasi lo scorso luglio ad Angri sulla questione Sguazzatoio, il primo cittadino di Angri abbandono per motivi personali la riunione con i risultati oggi sotto gli occhi di tutti. Acqua da tutte le parti e pochi miseri fondi per il Rio Sguazzatoio. L’intervento prevede infatti la realizzazione di una piccola vasca di laminazione con ingombro planimetrico pari a circa 22000 mq e la sistemazione di 1,8 km con riprofilatura dei canali e 3 km con risagomatura e sistemazione degli attraversamenti esistenti onde conseguire le capacità di convogliamento previste nello schema idraulico generale. La Regione Campania non potendo contare sui fondi FESR ha stanziato soltanto 3,121.180 euro per i complessivi 4 chilometri del rivo. Del dragaggio non se ne parla nemmeno e nessuno ha sbattuto i pugni sul tavolo della conferenza dei servizi. Mauri era impegnato per altre cose più importanti.
Luciano Verdoliva