Pagani. Ufficiale, ora la Multiservice è fallita

La Multiservice è stata dichiarata fallita. Schiacciata dal peso dei debiti, la società del Comune di Pagani arriva al capolinea. Sono stati nominati tre curatori fallimentari: Sergio Como e Nicola Rascio, napoletani e il salernitano Giancarlo Rubino. L'istanza di fallimento era stata avanzata solo pochi giorni fa da un fornitore che vantava un credito risalente al 2006. Successivamente, i due commissari liquidatori Stefano Vignone e Luigi Giampaolino avrebbe portato i registri contabili della società al Tribunale. Nella tarda serata di giovedì è stata resa nota la decisione del giudice che ha dichiarato fallita la Multiservice. L'enorme mole debiti accumulati dalla società, che si occupa attualmente di manutenzione delle strade, gestione del verde pubblico, lampade votive e parcheggi e che in passato ha gestito anche il servizio di igiene urbana, non avrebbe lasciato spazio all'ipotesi di un eventuale salvataggio della partecipata. Accanto al debito accertato di otto milioni di euro accumulato nei confronti degli istituti previdenziali e assistenziali per il mancato versamento dei contributi, figurerebbero altri debiti per circa dodici milioni di euro nei confronti di alcuni fornitori.

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La società vanta anche dei crediti. Nel luglio scorso, ad esempio, la Multiservice inviò al Comune di Pagani un decreto ingiuntivo per circa cinque milioni di euro, relativo al mancato pagamento di una serie di fatture emesse per i maggiori costi sostenuti per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani, in seguito all’emergenza rifiuti che si era registrata nel 2006, oltre agli interessi legali, alle spese, e ai diritti ed onorari di procedura. Inoltre, la Multiservice dovrebbe incamerare le somme derivanti dai ruoli Tarsu e Tia non ancora versati dai contribuenti. Ma la riscossione di queste somme non sarebbe certa. Il Comune, dal canto suo, si è opposto al decreto ingiuntivo del luglio scorso e adotterà la stessa misura quando la richiesta di pagamento arriverà dai curatori fallimentari. Ma non finisce qui, la società non essendo in regola con il pagamento dei contributi previdenziali sarebbe sprovvista di Durc, circostanza che blocca l'operatività della struttura. Il fallimento non avrebbe alcuna ripercussione sulle casse Comune, che versano in una situazione più volte definita disastrosa dai commissari che starebbe valutando il ricorso al pre dissesto. Ora ci si interroga sul destino degli oltre venti lavoratori della Multiservice. Il Comune dovrebbe affidare i servizi ad altre ditte e garantire il passaggio di cantiere agli operai. Ma non è chiara la destinazione degli impiegati amministrativi che potrebbero non essere ricollocati.

Tutta da verificare anche l'ipotesi dell'eventuale ricorso alla cassa integrazione. Non resta che attendere gli sviluppi della vicenda. Nel frattempo, non si fanno attendere le reazioni politiche. Rivolge il suo pensiero ai lavoratori il consigliere provinciale, Massimo D’Onofrio, tra i protagonisti dell'amministrazione, guidata da Alberico Gambino, che creò le tre società comunali. «Spero che i dipendenti della Multiservice vengano tutelati e riassorbiti dall'Ente – ha affermato D'Onofrio -. In ogni caso, la vicenda è paradossale e mi auguro che il Comune, quale socio unico, faccia le giuste resistenze giuridiche all'istanza di fallimento. In caso contrario saremo di fronte ad una scelta politica dei commissari che non vogliono salvare la Multiservice. Il paradosso è che la politica ha sempre trovato soluzioni efficaci. mentre i "super-tecnici" della commissione prefettizia in tre anni non sono riusciti a rilanciare questa azienda. Bisogna comunque aspettare le decisioni del giudice perchè le società pubbliche, secondo una certa giurisprudenza, non possono fallire. Fortunatamente l'esperienza commissariale volge al termine e presto Pagani tornerà ai paganesi con le elezioni di maggio, le lobby antipaganesi non vinceranno».

Parla di una fine annunciata, invece, l'ex consigliere comunale Vincenzo Calabrese, esponente del centrosinistra. «Questo risultato lo abbiamo ampiamente previsto fin dal momento della nascita della società. Non c'erano le condizioni tecniche, considerato il numero di abitanti della città di Pagani, per garantire un futuro a una società in house – ha spiegato Calabrese-. Inoltre, a questa considerazione bisogna aggiungere che la società è stata gestita in maniera approssimativa. La passata amministrazione, in cambio di due o tre anni di fumosa baldoria, con la dissennata dissipazione sistematica di risorse ha distrutto il nostro presente e ipotecato il futuro nostro e dei nostri figli».
Tiziana Zurro