Scafati. Ecco perchè Aliberti lascia il consiglio provinciale

Ormai consigliere provinciale di opposizione ha deciso di dimettersi dal parlamentino provinciale. Il sindaco di Scafati, Pasquale Aliberti ha manifestato le sue intenzioni attraverso le note di un comunicato stampa. Il politico scafatese, eletto nel giugno del 2009 nel Pdl – ha aderito poi a Forza Italia – ha annunciato il suo proposito: le sue dimissioni dal consiglio provinciale. Aliberti indica motivazioni di tipo politico, dopo il commissariamento della Provincia. “Dopo il commissariamento – dice Angelo Pasquali Aliberti – il ruolo della Provincia è stato delegittimato e svuotato delle sue funzioni, che non sono più percepite dal territorio. Questo è avvenuto perché la gestione commissariale non è né tecnica ed elemento di garanzia, in quanto il commissario nominato, fino al giorno prima, ricopriva la carica di presidente della provincia facente funzione, né politica, in quanto la maggioranza che la supporta non è rappresentativa della volontà popolare espressa dalle urne. Visto, pertanto, il venir meno del confronto e l’appiattimento di questo ente, nonché del pericolo di continuare questa fase di immobilismo che favorisce solo un ulteriore distanziamento tra palazzo ed esigenze del territorio, annuncio le mie dimissioni dal consiglio provinciale”.

A fare precipitare ulteriormente la situazione sarebbe stata anche la defenestrazione, giovedì scorso, dal Piano di Zona S1 messa in atto dai sindaci del centrodestra che si erano coalizzati contro Aliberti per togliere a Scafati il ruolo di città capofila dell’Ambito. Tant’è che subito dopo la decisione dell’Ambito, il sindaco di Scafati non aveva risparmiato critiche nei confronti di Antonio Iannone e dei sindaci che lo avevano epurato. Aliberti è da tempo impegnato in una “guerra personale” con il partito di maggioranza alla Provincia, Fratelli d’Italia, che sta logorando il centrodestra che ha portato anche al “papocchio” di AgroInvest. Sicuramente sulla decisione ci sono anche motivi legati all’isolamento che in ambito provinciale è stato fatto intorno alla sua amministrazione comunale.