Pagani. Si va verso il pre dissesto, approvata la delibera

Approvata dalla triade commissariale la delibera di consiglio comunale che sancisce il ricorso al pre dissesto. Entro sessanta giorni sarà redatto anche il piano di rientro. Nel provvedimento adottato giovedì i commissari Gabriella Tramonti, Salvatore Carli e Mauro Passerotti elencano nel dettaglio le motivazioni che hanno spinto il Comune a ricorrere al riequilibrio finanziario pluriennale: in particolare, il cospicuo disavanzo, l'insesigibilità di alcuni crediti e un serie di debiti fuori bilancio. Nel rendiconto 2012 era già emerso quale risultato di amministrazione un disavanzo pari a 4.454.023,73 euro, derivante dallo stralcio dal conto del bilancio di residui attivi che hanno la natura di crediti di dubbia esigibilità con il contestuale inserimento degli stessi nel conto del patrimonio fra le immobilizzazioni finanziarie. Disavanzo che non trova capienza nel bilancio di previsione 2013 e nel bilancio pluriennale. Fra i residui attivi, poi, risultano ancora iscritti crediti nei confronti della Multiservice Srl, oggi dichiarata fallita, per 297.652,18 euro. Esistono, inoltre, ulteriori residui attivi per ruoli Tarsu, ICI, contravvenzioni, entrate patrimoniali diverse la cui esigibilità concreta deve essere valutata per procedere ad ulteriori svalutazioni.

«La ricognizione delle entrate a destinazione vincolata utilizzata in termini di cassa evidenzia che l’Ente non riesce a ricostituire fondi vincolati per 2.145.689,75 euro», recita ancora la delibera. Riflettori puntati anche sui fondi destinati ai loculi cimiteriali non ancora realizzati. «Esistono entrate a destinazione specifica, e precisamente versamenti di cittadini per prenotazione loculi cimiteriali per opere non ancora iniziate pari a 2.311.600,00 -si legge-. Ed esistono debiti fuori bilancio da riconoscere, stanziati nel bilancio di previsione e nel bilancio pluriennale, per un ammontare complessivo accertato di 1.653.093,19 euro». Si fa notare, inoltre, che «l’Ente ha in corso contenziosi per procedimenti monitori opposti che rappresentano passività potenziali cui occorre far fronte con accantonamenti di risorse a fronte di rischi futuri». Nelle prossime settimane la commissione straordinaria approverà un piano di riequilibrio finanziario pluriennale della durata massima di dieci anni che dovrà tenere conto di tutte le misure necessarie a superare le condizioni di squilibrio rilevate.

Ma quali saranno le conseguenze del ricorso pre dissesto? Per assicurare il graduale riequilibrio finanziario, per tutto il periodo di durata del piano, il Comune può deliberare le aliquote o tariffe dei tributi locali nella misura massima consentita; è soggetto ai controlli centrali in materia di copertura di costo di alcuni servizi ed è tenuto ad assicurare la copertura dei costi della gestione dei servizi a domanda individuale. Inoltre, l'Ente deve assicurare, con i proventi della relativa tariffa, la copertura integrale dei costi della gestione del servizio di smaltimento dei rifiuti solidi urbani e del servizio acquedotto ed è soggetto al controllo sulle dotazioni organiche e sulle assunzioni di personale. Dovrà essere assicurata la revisione straordinaria di tutti i residui attivi e passivi conservati in bilancio, stralciando i residui attivi inesigibili o di dubbia esigibilità. Il Comune è tenuto ad effettuare una rigorosa revisione della spesa. L'Ente, infine, potrà procedere all'assunzione di mutui per la copertura di debiti fuori bilancio riferiti a spese di investimento in deroga, nonché accedere al Fondo di rotazione per assicurare la stabilità finanziaria degli enti locali, a condizione che si sia avvalso della facoltà di deliberare le aliquote o tariffe nella misura massima prevista dalla lettera , che abbia previsto l'impegno ad alienare i beni patrimoniali disponibili non indispensabili per i fini istituzionali dell'ente e che abbia provveduto alla rideterminazione della dotazione organica.
Tiziana Zurro