Angri. Tabelloni pubblicitari. Per Ferrara sono abusivi

Una nuova e alquanto spinosa questione viene posta dal consigliere comunale di “Battiti per Angri” Marcello Ferrara e riguarda la tabellonistica pubblicitaria presente sul territorio cittadino, ritenuta “fuori legge”. “In commissione garanzia e controllo stiamo verificando i tabelloni posti su tutto il territorio per la pubblicità normale – dice Ferrara – di cui ogni cittadino può beneficiare, i cosiddetti tabelloni di grandi dimensioni, il 6×3 ad esempio, che costa un sacco di soldi se si vuole fare pubblicità. Ebbene da questa verifica viene fuori un quadro a dir poco agghiacciante, perché tutti quelle posizioni istallate sul nostro territorio sono tutte abusive. Soltanto una è regolare e tra poco andrà anche in scadenza, ed è stata fatta non dalla segretaria Lucia Celotto, ma addirittura dall’ex segretaria Paola Pucci e dall’ingegnere Ferraioli”.

Ferrara si sofferma sulla rendita prodotta da questo tipo di pubblicità, molto diffusa sulle principali strade del territorio. Gran parte di questa tabellonistica per Ferrara sarebbe addirittura “abusiva”. “Dalla verifica fuoriesce un doppio dato uno tecnico ed uno economico. Il dato tecnico – continua Ferrara – è che sul nostro territorio tutte le posizioni sono abusive, soltanto una come ho già detto e regolare, e non si potevano posizionare sui muri perimetrali di case di cura, cimitero, scuole e quant’altro, senza parlare del fatto che in pieno centro urbano bisognava guardare berne le distanze. Ebbene tutti quelli posizionati sono abusivi. Viene fuori anche un dato economico: se alla Soget viene inviato l’elenco degli utenti che devono pagare il diritto di pubblicità, certamente essendo abusivi non risultano da nessuna parte, e allora questi soldi a chi vengono chiesti se sono quasi tutti abusivi? Questa attività d’indagine è sorta in seguito ai rilievi sollevati dal consigliere Giuseppe Galasso, che nell’aprile 2013 ci ha chiesto di fare luce in materia. Sui tabelloni ad Angri ci sono un sacco di pubblicità i soldi che fine fanno?”. Un interrogativo che per ora, come tanti altri posti da Ferrara non trova una precisa risposta da parte della “muta” amministrazione comunale.
Luciano Verdoliva