Nocera Inferiore. Piano di Zona accordo sulla ripartizione dei fondi

Piano di Zona Ambito S1, i sindaci dell'Agro trovano l'accordo sulla ripartizione dei fondi Pac. Dopo la fumata nera della scorsa settimana, i primi cittadini, che ieri si sono ritrovati presso la sede di via Libroia, hanno deciso di accantonare le polemiche e di rinviare la discussione sui nodi più spinosi per discutere dei progetti da finanziare con i fondi europei. Il Piano di Zona S1 beneficerà 3 milioni e 200 mila euro: 1 milione e 700 mila euro saranno destinati alle iniziative rivolte all'infanzia (0-3 anni) e 1 milione e 500 mila euro serviranno per garantire l'assistenza agli anziani dai 75 anni in poi. Nuovi asili nido veranno alla luce a Nocera Inferiore, in zona San Francesco nei locali di una scuola oggi inutilizzata, a San Marzano sul Sarno e a Sant'Egidio, in una ex scuola materna.

La struttura di Sant'Egidio sarà messa a disposizione anche del Comune di Corbara. Per questi progetti sarà stanziato circa un milone di euro. Sarenne prevista, poi, la riqualificazione di alcune strutture già esistenti a Sarno, Angri e Castel San Giorgio. Le somme restanti saranno a disposizione degli altri Comuni che potranno garantire sostegno alle famiglie che faranno richiesta del servizio di asilo nido e che potranno erogare, ad esempio, dei voucher per accedere alle strutture private.Per quanto riguarda i progetti rivolti agli anziani, i fondi sono stati suddivisi in base al fabbisogno dei vari Comuni, ed è stata stabilita una soglia minima per tutelare anche i centri con un numero più esiguo di abitanti. Soddisfatto il sindaco di Scafati (Ente Capofila) Pasquale Aliberti. «E' stata una riunione proficua e costruttiva -ha dichiarato al termine del summit-. Sono stati messi da parte il campanilismo e le esigenze personali, abbiamo finalmente guardato al territorio. Il Comune di Scafati che conta oltre 55 mila abitanti ha dimostrato senso di responsabilità anche nella ripartizione dei fondi, rinunciando alla realizzazione di una struttura. Per quanto riguarda le altre questioni saranno approfondite giovedì (domani ndr), ma mi preme sottolineare che i problemi di liquidità non sono imputabili al Comune di Scafati ma ai mancati versamenti da parte di tutti i centri nel fondo unico di ambito».

Sullo sfondo restano, quindi, molte spinose questioni poste dai primi cittadini di Nocera Superiore, Corbara, Sant'Egidio, Roccapiemonte e Castel San Giorgio che già il 5 novembre scorso avevano protocollato un documento contente un lungo elenco di quesiti. In particolare, i primi cittadini vogliono sapere se il sito del Piano è attivo; se vengono pubblicate le gare, gli affidamenti e le determine; quali e quanti progetti, in questa fase, sono portati avanti dal personale in dotazione all'Ufficio di Piano; se è stata redatta la "Carta dei Servizi" per i cittadini; quali sono i capitoli di bilancio del Comune capofila dedicati al Fua e se è stata svolta dall'Ufficio di Piano la funzione di centro di costo e di responsabilità relativi al Fua per l'anno in corso. I cinque sindaci avevano anche chiesto una serie di atti: convocazioni del coordinamento; verbali, determine di affidamento dei servizi e di reclutamento del personale dal 2012 ad oggi, l'elenco dei componenti l'attuale Ufficio di Piano, le rendicontazioni e i bilanci del Piano di Zona.

Le risposte, però, non sono ancora arrivate. Resta da sciogliere, poi, il nodo relativo alal nomina del nuovo coordinatore. Al momento al timone c'è Gennaro Basile. Sarebbe uscita di scena, invece, la coordinatrice nominata qualche settimana fa. Per alcuni sindaci, è ora di fare chiarezza. Il sondaco di Nocera Superiore, Gaetano Montalbano, inoltre continua a mettere in discussione la leadership del Comune di Scafati. «Io credo che il Comune di Scafati si sia messo indiscussione da solo con il suo comportamento e le conseguenze dovute a quel modo di comportarsi – ha affermato Montalbano -. Da un anno viviamo in una condizione di precarietà assoluta, è una situazione illogica e non consona ai tempi difficili che attraversiamo. E' necessario che quando le cose non vanno ci si faccia da parte. Basti pensare che non esiste un regolamento del coordinamento istituzionale, anche su questo noi vogliamo porre rimedio».
Tiziana Zurro