Nocera Inferiore. Piano di zona s1. Si decide di non decidere

Quattro ore di confronto serrato e decisioni rinviate alla prossima settimana. Il coordinamento istituzionale del Piano di Zona si chiude con l'ennesima fumata nera. Ieri, il lungo vertice iniziato alle 13 e terminato intorno alle 17, si è concluso con il rinvio di tutte le delicate questioni poste all'ordine del giorno. A tenere banco, ancora una volta, come accade da mesi in tutte le assemblee che vedono protagtonisti i sindaci del comprensorio, sono state le polemiche. I primi cittadini dei Comuni più piccoli, che hanno primeggiato in seno all'assemblea della Patto, che già nelle scorse settimane avevano fatto sentire la loro voce chiedendo una serie di chiatimenti ai vertici della struttura, non intendono abbassare la guardia e chiedono chiarezza sulla gestione dei fondi e sull'assetto dell'ufficio di piano.

Al momento al timone c'è Gennaro Basile, la cui nomina doveva essere provvisoria e che, invece, è ormai al vertice da diversi mesi. In stand by, invece, la coordinatrice nominata qualche settimana fa, Rosa Zampetti. Ancora non sarebbe stato stabilto il suo compenso, punto che pure ha generato scontri e dure prese di posizione. Per alcuni sindaci, è ora di fare chiarezza. «Bisogna uscire da questa situazione precarietà -ha tuonato Gaetano Montalbano, sindaco di Nocera Superiore-. Martedì prossimo, quando il coordinamento si riunirà, prima di passare all'esame dell'ordine del giorno dovranno essere chiariti tutti questi aspett, i dalla questione coordinatore alla rendicontazione».

Il vulcanico primo cittadino di Nocera Superiore, ieri, avrebbe anche messo in discussione il ruolo del Comune di Scafati (Ente capofila), la cui gestione non sembra soddisfare molti dei componenti del coordinamento istituzionale. Insomma, la lotta tra le varie fazioni, già protaoniste di dure battaglie in seno ad AngroInvest e Patto, si riverbera anche sulla struttura che si occupa di politiche sociali, settore che, in un momento di profonda crisi, è fondamentale in un territorio dove si registrano numersoe emergenze e dove aumenta il nuimero delle persone costrette a vivere con difficoltà. Con l'arrivo dei fondi Pac potrebbero essere attivati numerosi progetti rivolti alle fasce deboli, si potrebbero realizzare asili nido e altre strutture, ma anche sulla riprtizione delle risorse la guerra è aperta. I sindaci dei Comuni meno popolosi non intendono giocare un ruolo secondario rispetto ai centri più grandi e avrebbero già messo in discussione i criteri con i quali si interebbero suddividere le somme.
Tiziana Zurro