Pagani. Pegaso, danno erariale. Gli ex amministratori non ci stanno

«E' una vicenda kafkiana. A questo punto, faccio appello ad un organo terzo e imparziale della Stato affinché si chiarisca una volta per tutte se il prezzo stabilito per la monetizzazione del parcheggio del Pegaso sia stato troppo alto o troppo basso». E' questo il primo commento di Massimo D'Onofrio, ex vicesindaco ed ex presidente del Consiglio comunale dell'amministrazione Gambino, che il 16 dicembre 2014 dovrà comparire dinanzi ai giudici della Corte dei Conti, insieme ad altre 25 persone. Il danno erariale stimato ammonta a oltre un milione di euro. Secondo la magistratura contabile, che ha puntato i riflettori sulla delibera n° 47 del 2007, l'amministrazione comunale di Pagani avrebbe sottostimato il valore dell'area sosta ceduta alla Pageco, della famiglia Panico.

Una tesi opposta a quella che era stata al centro del processo “Linea d'Ombra”, nel corso del quale l'accusa aveva sostenuto che il parcheggio era stato pagato più del dovuto. E proprio su questo paradosso, su queste visioni contraddittorie si soffermano, ora, alcuni degli ex amministratori finiti nel mirino. «A mio avviso, si tratta di un paradosso all'italiana – ha affermato D'Onofrio -. Una vicenda che mi lascia perplesso e preoccupato. Un amministratore non può lavorare così. Comunque, ero sereno in precedenza e lo sono ancor di più adesso».

Dello stesso tenore le dichiarazioni dell'ex assessore Vincenzo Paolillo. «Sono tranquillo e credo che a partire dal 16 dicembre del 2014 si inizierà a fare chiarezza su questa vicenda -ha detto Paolillo. Ormai non mi meraviglio più di nulla. Dopo quello che abbiamo vissuto a Pagani non mi spaventa che la Corte dei Conti abbia avuto da ridire sulla delibera per la monetizzazione del parcheggio del Pegaso. Mentre nell'ambito del processo “Linea d'Ombra” gli ex amministratori erano stati accusati di estorsione, la Corte dei Conti ritiene che l'area sia stata ceduta per una somma troppo bassa. Ci difenderemo nelle sedi opportune con la consapevolezza di aver sempre operato per il bene della collettività e senza alcun interesse personale». Oltre a Paolillo e D'Onofrio, si sono visti notificare il provvedimento tutti i consiglieri che votarono la delibera n.47/2007 e i tecnici comunali che si occuparono del procedimento. Risultano coinvolti nella vicenda, quindi, anche: l'ex sindaco Alberico Gambino e gli ex consiglieri comunali, Francesco Schiavo, Marco Guadagno, Giovanni Pandolfi Elettrico, Gerardo Daniele, Giuseppe Santilli, Enrico Cascone, Salvatore Visconti, Luigi Mongibello, Vincenzo Romano, Claudio Barile, Ciro Cosentino, Raffaele De Virgilio, Bernardo Califano, Francesco Ingenito Palomba Salvati, Gerardo Ingenito, Alberto Rito Marcone, Pietro Pisacane, Gaetano Tortora e Pasquale Sorrentino.

Accanto a questi anche l’ex assessore Massimo Quaratino, e funzionari comunali Gaetano Pepe e l’architetto Giovanni De Palma all'epoca all’ufficio tecnico del Comune. La Corte dei Conti ha aperto il procedimento basandosi anche sulle osservazioni della commissione d'accesso al Comune di Pagani (che ha portato allo scioglimento per infiltrazioni malavitose del consiglio comunale paganese) che rilevò che il prezzo stabilito per la cessione del parcheggio fosse sottostimato, in quanto l'area ceduta come agricola in realtà, con la variante urbanistica già approvata, era diventata area commerciale. Per questo motivo, evidenzia la Corte dei Conti, l’area andava ceduta non per 40 euro al metro quadro ma per il doppio, cioè 80 euro al metro quadrato.
Tiziana Zurro