Angri. A proposito di indennità e rimborsi…

Costi della politica. Il sindaco Mauri smentisce un aumento delle indennità degli amministratori per l'anno 2014, che sarebbe “stata mal compresa da alcuni organi di stampa che hanno erroneamente parlato di un aumento delle indennità degli amministratori per l'anno 2014. Negli articoli apparsi su alcune testate locali – afferma Mauri – si è fatto riferimento a un aumento del 5% rispetto al 2013 per le indennità corrisposte a sindaco, assessori e consiglieri comunali. In realtà nessun aumento è stato determinato per il 2014. Anzi, le indennità sono rimaste praticamente le stesse dal 2010, anno di insediamento dell'Amministrazione Mauri. La percentuale del 5% fa riferimento agli importi stabiliti per legge dal Decreto Ministeriale n°119 del 2000. È rispetto a quegli importi, e non agli importi del 2013, che si applica la maggiorazione del 5%. Maggiorazione ampiamente assorbita dalla riduzione del 10% stabilita dalla legge finanziaria 2006”.

Poi Mauri si butta su un terreno minato, costellato di polemiche e rivendicazioni: “Ho letto anche di alcuni amministratori di altre comunità – ha continuato il primo cittadino – che si sarebbero decurtati le indennità per assicurare l'assistenza agli anziani e il servizio mensa scolastica. Faccio notare che questi servizi fondamentali sono ordinariamente assicurati dal nostro Comune nonostante i continui tagli alle risorse praticati dai governi nazionali. Merito di una politica tesa all'ottimizzazione della spesa e alla programmazione dei servizi, con la quale abbiamo raddoppiato la spesa in servizi sociali e abbiamo assicurato il funzionamento della mensa nonostante sia un servizio facoltativo al quale hanno rinunciato molti comuni del comprensorio. È evidente poi che amministrare un comune di circa 34.000 abitanti sia ben più complesso e difficile rispetto a un paese con 731 abitanti, e che la gestione di una comunità così grande comporti oneri tali da costituire un vero e proprio lavoro. Inoltre ad Angri non si è mai posto il problema di tagliare i rimborsi spesa per viaggi e missioni di sindaco e assessori, visto che tutte le volte che ci rechiamo alla Regione o presso i vari ministeri per richiedere finanziamenti volti allo sviluppo della città, lo facciamo a spese nostre, senza chiedere rimborsi e senza fruire di auto di servizio né dell'autista. Sin dall'inizio del mandato io e gli assessori abbiamo sostenuto questo tipo di spese di tasca nostra, volendo dare un segnale forte di cambiamento”.

Mauri però dimentica che fu oggetto di un’aspra polemica solo lo scorso settembre 2013. Allora il sindaco partì per una “delicata missione”, per il bene della collettività, “fuori porta” con tanto di seguito ovvero: l’assessore Annamaria Russo e di due consiglieri comunali, per un semiario di due giorni nella capitale d’Italia organizzato dalla società “Paradigma”. Stando alla determina dirigenziale del settore Programmazione e risorse, costato 3,200 euro più le spese di soggiorno pari a 1,472 euro, da rendicontare preventivamente per un costo complessivo di 4,672 euro. E non pare proprio che gli amministratori ci rimisero di tasca propria. (Nella foto la chiacchierata trasferta di Mauri a Roma)
Luciano Verdoliva