Angri. Degrado in Piazza Doria.

Continua a tenere banco la questione relativa al degrado di piazza Doria. Nel mirino le lastre di vetro rotte che si trovano sotto le panchine di marmo, che possono essere causa di problemi di sicurezza. In molti hanno posto l’accento sulla inadeguatezza di una piazza moderna nella cornice di un ambiente dove si innalza uno storico castello. Ad accendere i riflettori sulla necessità di affrontare il problema non solo le associazioni e i movimenti del territorio, ma anche gli esperti del settore, come architetti ed ingegneri.

«Ma quando hanno progettato la nuova Piazza Doria, non hanno pensato che – afferma l’architetto Giovanni Troiano – le lastre di vetro messe all’altezza delle scarpe non sarebbero durate più di due anni?». Un’analisi viene da un altro professionista del settore che pone l’accento su alcuni errori macroscopici, che vanno al di là del problema delle lastre di vetro rotte: «Quella piazza -incalza l’architetto Andrea De Vivo- è un pozzo di idee originalissime: la fontana-pattumiera con bugne di metallo arrugginito rivestite in calcare, le panchine sul lastricato in pendenza ottime per le persone che hanno difficoltà a camminare, la fontana-fioriera senz’acqua e lo scalone che si apre imponente verso il nulla: mi correggo verso un negozio di scarpe. E tutto questo al posto di qualche pino e un cedro che stavano lì da prima che nascesse il progettista». Una questione che farà discutere.
Maria Paola Iovino