Sarno. Allarme idrogeologico nell’epicentro della frana

Le undici enormi vasche e gli 20 chilometri di canali sono tenute in pessimo stato, al loro interno si sversa praticamente di tutto. un complesso sistema ingegneristico, che non è stato mai collaudato. Il degrado sovrasta queste importanti opere di ingegneria idraulica che nella sciagurata ipotesi di una nuova possibile frana, dovrebbero assorbire l’enorme massa di fango, fare defluire le acque e mitigare i danni sulla città. Il degrado pone l’accento sulle aree a rischio idrogeologico.

Nei canali costruiti nella zona di Episcopio, epicentro della frana di quel tragico maggio del 1998 è stato addirittura rinvenuto il temutissimo e letale amianto oltre a materiale pericoloso come: calcinacci, pneumatici, plastica, materassi, carcasse di elettrodomestici. Gran parte dei canali e delle vasche è pericolosamente ostruita da erbacce e rifiuti di ogni genere, ma anche da opere edilizie abusive. La manutenzione delle vasche di raccolta e dei canali è completamente assente. Dopo un primo sommario intervento di messa in sicurezza costato centinaia di milioni di euro, la manutenzione e la pulizia delle vasche e dei canali è stata completamente tralasciata. Un rimpallo di competenze tra il Comune, che non ha i fondi, tra l’Arcadis, l’Agenzia regionale per la difesa del suolo, e il Consorzio di Bonifica, non danno una chiara situazione di chi sia la competenza. Resta dunque un grosso pericolo sotto il vallone Santa Lucia ma anche nelle località Tre Valloni, Perillo, Piscina, Torregatto e Voscone.