Pagani. Gli eredi ricordano il grande maestro Franco Califano

Intitolare una strada o una piazza della città di Pagani a Franco Califano. Ad un anno di distanza dalla scomparsa dal cantautore originario della città di Sant’Alfonso, morto all’età di 64 anni il 30 marzo del 2013, nella sua villa di Acilia, in provincia di Roma, uno dei suoi nipoti Sasà Sorrentino e Pasquale Gargano, estimatore nonché conoscente del “Califfo” lanciano la proposta. L’intitolazione di un’arteria o di una piazza consentirebbe di ricordare degnamente un grande artista che non ha mai rinnegato le sue origini, profondamente legato alla sua terra nonché cittadino onorario di Pagani. Solo pochi giorni fa, il Comune di Roma, con un consenso quasi bipartisan, ha dato il via libera all’intitolazione di una via della capitale all’autore di canzoni di grande successo come “Minuetto”, “Tutto il resto è noia”, “La mia libertà”.

L’auspicio è che lo stesso esempio sia seguito anche dal Comune di Pagani, e che una delle strade della città di “Santi, artisti e mercanti” possa presto portare il nome di Franco Califano. Il cantautore-poeta, autore di testi che sono delle vere poesie portate al successo dai più grandi cantanti italiani, vero chansonnier, spesso si recava a Pagani non solo per riabbracciare i suoi parenti, ma anche per salire sul palco e deliziare i suoi numerosi fan con i suoi più grandi successi. Il “Califfo” è stato un personaggio molto discusso, era un esempio di genio e sregolatezza, ma era soprattutto un artista di grande qualità, figlio di questa terra.

«Zio Franco ha sempre dichiarato la sua provenienza e qualche anno fa il Comune di Pagani gli conferì la cittadinanza onoraria, consegnandogli le chiavi della città, sarebbe bello ora ad un anno dalla sua scomparsa dedicargli una strada o una piazza – ha dichiarato uno dei nipoti del “Califfo”, Sasà Sorrentino-. Franco Califano non era solo un grande artista, per me era uno zio, amava stare con i giovani. Tutti i paganesi lo hanno adottato come zio. E’ difficile ricordarlo in poche partole, ma non dimenticherà le mie fughe a Roma insieme ai miei cugini, andavamo a casa sua per chiedere consigli, per stare insieme e per assaporare stoccafisso e baccalà preparato dalle nostre madri».

Si associa alla proposta di Sorrentino anche Pasquale Gargano, che ha conosciuto Franco Califano. «Ho avuto la possibilità di conoscere Franco grazie alla famiglia Calfiano –ha affermato-, era grande artista e ha lasciato tracce indelebili. Sarei contento se gli fosse intitolata una strada o una piazza per ricordarlo sempre, per non dimenticare mai un grande poeta, un grande cantante, un grande chansonnier. Tutto il resto noia, la mia libertà».
Tiziana Zurro