Angri. Taurana. Ripristino dei luoghi il comune diffidato dal TAR

Una vittoria per i residenti della problematica fascia periferica denominata Taurana, da qualche anno riconvertita dalla STU AgroInvest e area di insediamento produttivo, una condizione che ha portato i residenti a costituire un comitato per la salvaguardia dell’ambiente e della salute. A presiedere il Comitato è Gaetano Biondino che con il supporto legale dell’avvocato Luigi D’Andrea si è mosso legalmente contro il comune di Angri nella persona del sindaco e nei confronti di due aziende del posto per l’annullamento e la declaratoria di illegittimità del silenzio-rifiuto del comune di Angri sulla diffida a provvedere, ricevuta dall’ente in data 24/10/2012, per ottenere la repressione degli abusi edilizi e la tutela acustica e ambientale messa in pericolo dall’attività di due opifici. Il Comune di Angri e le società contro interessate non si sono costituiti in giudizio. Il Tar ha quindi accolto il ricorso di Biondino ed altri residenti nei pressi degli opifici, condannando in specie il comune anche al pagamento delle spese legali e ordinandogli di provvedere alla definizione del procedimento attivato dai ricorrenti – limitatamente ad una sola delle aziende, poiché la Regione Campania, a seguito di comunicazione del Comune di Angri, ha sospeso l’attività della società dell’altra.

Nel dispositivo del Tar Salerno si legge che : “Il ricorso è fondato, limitatamente all’istanza di adozione di intervento da parte del comune dei confronti della società” ma il passaggio chiave è quello relativo al ricorso. “ Su analoghi ricorsi – si legge – questo Tribunale si è, anche di recente pronunciato confermando che quando l’amministrazione competente ometta di adottare, secondo i suoi doveri d’ufficio, i necessari provvedimenti di ripristino dello stato dei luoghi e di difesa del pubblico interesse, in relazione a costruzioni abusive, ovvero li ritardi senza giustificazione, il proprietario limitrofo è sempre titolare di un interesse qualificato alla salvaguardia delle caratteristiche urbanistiche della zona, e dunque può non solo spiegare azioni civili di demolizione e di ripristino, ma è al tempo stesso legittimato ad impugnare la mancata adozione di misure ripristinatorie, e quindi l’inerzia degli organi comunali preposti, ovvero finanche l’illegittima comminatoria di una sanzione pecuniaria anziché demolitoria. Conseguentemente Egli può pretendere quantomeno un provvedimento espresso sull’abuso ove abbia inoltrato – come nel caso in esame – una denuncia sufficientemente circostanziata, in difetto del quale si determina come avvenuto nella fattispecie un silenzio rifiuto impugnabile, sicché l’amministrazione comunale è costretta all’emissione di un provvedimento espresso, che a sua volta sarà impugnabile ove ritenuto illegittimo. In conclusione il proprietario limitrofo è dunque titolare di un interesse legittimo all’esercizio dei poteri ripristinatori e repressivi e può pretendere, se non vengano adottate le misure richieste un provvedimento che ne spieghi esplicitamente le ragioni, con la definitiva conseguenza che il silenzio serbato sull’istanza e sulla successiva diffida dell’interessato integra gli estremi del silenzio rifiuto, sindacabile in sede giurisdizionale, quanto al mancato adempimento dell’obbligo di provvedere espressamente.”

Sulla vicenda si pronuncia Gaetano Biondino: “E’ il traguardo che ci aspettavamo dopo anni di battaglie. Il Comitato Taurana è formato da più di 100 persone. Il Tar ci ha dato ragione, ma il comune avrebbe potuto darci ascolto prima.”
Luciano Verdoliva