Sant’Antonio Abate. Il comune dice basta alla Gori e lo delibera

Con una delibera approvata dalla giunta del sindaco Varone, il comune di Sant’Antonio Abate dice basta alla Gori e affida la quota parte necessaria a contribuire alle spese per un incarico legale da conferire a un avvocato di livello nazionale, che dovrà indicare un percorso giuridico fattibile di ripubblicizzazione del servizio idrico integrato, tenendo conto dell’esito del referendum del 2011, con cui di fatto è stata bocciata dagli italiani la privatizzazione dell’acqua ed è stato invocato il ritorno alla gestione pubblica. Il percorso del comune di Sant’Antonio Abate è quello già intrapreso a luglio 2013 da diversi comuni delle province di Napoli e Salerno, attraverso la sottoscrizione di un protocollo d’intesa finalizzato proprio alla ripubblicizzazione del servizio idrico integrato nell’Ato 3 Campania, l’Ambito Territoriale Ottimale.

L’8 luglio 2013, nell’aula consiliare di Roccapiemonte, i Comuni si erano impegnati a individuare un percorso giuridico fattibile, anche esplorando la strada della liquidazione della Gori spa e della revoca o risoluzione dell’affidamento in essere, e successivamente la strada dell’affidamento della gestione del servizio a un ente di diritto pubblico. In particolare, la richiesta di parere avrà ad oggetto i passaggi tecnico-amministrativi che i Comuni dovranno effettuare. Al legale verrà anche richiesto di sciogliere alcuni quesiti non solo prettamente tecnici, ma anche di natura pratica. La rete dei sindaci, sempre in quell’occasione, stabilì di affidare l’incarico legale a un professionista di fama nazionale, che grazie al contributo del Forum Nazionale dei Movimenti per l’Acqua e dell’Associazione Acqua Bene Comune – organo giuridico e amministrativo del Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua – è stato individuato nel professor avvocato Marcello Clarich, con studio in Roma.

Essendo la Rete dei sindaci priva di personalità giuridica autonoma e di rappresentanza legale unitaria, il mandato, è stato affidato a titolo gratuito, per rappresentare i comuni aderenti e di affidare l’incarico al legale per conto di tutte le amministrazioni comunali che intendono aderire all’iniziativa. Anche Sant’Antonio Abate ha deciso di contribuire licenziando la delibera, si attende ora la risposta di altri comuni.