Sarno esondazioni in Via Beveraturo caccia alle responsabilità

Le inondazioni dei giorni scorsi, che hanno riguardato in maniera particolare via Beveraturo e Contrada Faricella, fanno tirare un respiro di sollievo per le circa quaranta famiglie residenti costrette però a fare l’ennesima conta dei danni ai campi coltivati ma distrutti dalle inondazioni della piena. Un danno ingente quantificabile per oltre 60mila euro tra danneggiamenti ai campi, danni strutturali alle serre e quelli meccanici ai mezzi agricoli. Una situazione che sta incidendo in maniera irrimediabile sulla qualità della vita degli abitanti e,soprattutto, sul raccolto della vasta area rurale ed agricola. Una vera emergenza idrogeologica.

Lo stato in cui versano i corsi d’acqua non consente ai controfossi, il drenaggio delle portate di piena e non assicura il libero deflusso delle acque in occasione di eventi podalici poco più che normali con le evidenti conseguenze. Dopo l’ennesima esondazione parte l’ennesimo giro di individuazione delle responsabilità. Il Consorzio si dice estraneo da oneri e potenziali risarcimenti rinviando le responsabilità alla Regione Campania e al Genio Civile. Un dato certo c’è: la mancata manutenzione delle griglie e delle erbe fluviali che bloccano gli sbocchi degli affluenti del Sarno, come vera causa della tracimazione del Rio San Marino, Rio Palazzo. Ostruzioni che hanno inevitabilmente deviato le acque dei rivi che non hanno defluito naturalmente verso valle ma sono risalite invadendo le aree abitative.

Lavori di manutenzione necessari e bloccati per un vizio di forma burocratica legati essenzialmente ad un problema di distribuzione dei fondi. Il presidente dell’ordine dei geologi della Campania, Francesco Peduto, dalle colonne de “Il Mattino” ha denunciato la mancata attuazione del Grande progetto del Fiume Sarno, lanciando forti accuse. “Non vorrei che a soffiare sul fuoco di timori e preoccupazioni ed a dare cattivi consigli agli amministratori locali, sia solo qualche tecnico in cerca di incarichi e consulenze”. Peduto ha affermato che c’è il rischio che 200 milioni di fondi garantiti dall’Ue e il piano di lavoro per il Sarno rischiano di essere persi.