Un tesoro nascosto, un’immensa opportunità di sviluppo turistico culturale al confine con la vicina Pompei. E’ il parco naturale dell’ex Polverificio Borbonico, 110.000 mq attualmente di proprietà dell' Agenzia delle dogane e dei monopoli. Il Parco chiuderà a breve e il tutto passerà in mano al Demanio, con il concreto rischio di perdere un patrimonio botanico e paesaggistico ben conservato. Ce ne parla Eugenio Cozzolino, da 23 anni impiegato al centro sperimentale: “attualmente il parco è gestito dal Cra – Consiglio per la ricerca in agricoltura che è un Ente nazionale di ricerca e
sperimentazione vigilato dal ministero delle politiche agricole. Il parco dal 1895 è sempre stato sede di attività sperimentale in agricoltura e veniva indicato come "campo sperimentale" – spiega Cozzolino – Attualmente la struttura di ricerca e sperimentazione che è subentrata per ruolo e competenza all'Istituto sperimentale per il tabacco si chiama Unità di ricerca per le colture alternative al tabacco e vi lavorano trenta persone di ruolo tra ricercatori, tecnici ed amministrativi più 7-8 unità di personale a tempo determinato (operai agricoli avventizi) assunto tramite il locale Centro per l'impiego. Sono presenti inoltre una decina di persone assunte come contrattisti e assegnisti sui progetti di ricerca.
L'unità in convenzione con le università campane è anche sede di svolgimento di tesi di laurea e di tirocinio pre e post laurea”. Lo Stato ha però deciso di lasciare la struttura, e se i 30 dipendenti verranno trasferiti al vicino centro di Caserta, rischiano di finire per strada i dipendenti stagionali e i contrattisti. Il Parco dovrebbe chiudere a Giugno, ma probabilmente si avrà una proroga fino a Settembre. Gli scafatesi non conoscono questo immenso giardino, che se fosse acquisito dal Comune potrebbe prestarsi a molteplici funzioni. Suggestiva la passeggiata sotto al viale dei Platani, costeggiando il fiume, mentre potrebbero essere recuperati diversi locali attualmente adibiti a magazzino, alcuni di valori storico.
Il Parco possiede anche una ricca biblioteca con centinaia di testi anche storici che la Biblioteca Comunale vorrebbe acquisire ma non può per mancanza di spazio. “Pur svolgendosi nel parco fondamentalmente un'attività di tipo agricolo – aggiunge Eugenio Cozzolino – negli ultimi anni quando l'attività sperimentale sul tabacco è stata ridotta per direttive della Commissione Europea ci siamo dedicati a temi di ricerca e sperimentazione sull' agricoltura sostenibile, privilegiando quei processi naturali che consentono di preservare la “risorsa ambiente”, tipo l'utilizzo del compost, ottenuto dalla frazione umida della raccolta differenziata come ammendante-fertilizzante”.
Dal web l’appello è stato lanciato da Sebastiano Sabbatino e dall’ingegnere Maria Vitiello, che presentò la sua tesi di laurea proprio sul Polverificio e sul Parco. “Il Comune dovrebbe chiedere l’acquisizione del parco, su cui non gravano particolari vincoli – spiega Sabbatino – il Parco si estende fino a via Astolelle a Pompei, di fronte ad un noto centro commerciale. Non possiamo perdere quest’opportunità di sviluppo turistico culturale”. Oggi pomeriggio, dalle ore 16 si potrà accedere al campo sperimentale. Durante la visita verrà fornita un'ampia ed esaustiva descrizione degli edifici presenti nel campo e delle attività a cui essi erano destinati. A seguire presso la cappella di Santa Barbara convegno con lo storico, il dottor Angelo Pesce, il sindaco Pasquale Aliberti, l’assessore alla Cultura Antonio Fogliame, la direttrice della Biblioteca Morlicchio Maria Benevento, il direttore del Cra-Cat Ernesto Lahoz e la stessa Maria Vitiello organizzatrice della giornata.
Adriano Falanga























