Scafati, è polemica per la querela di Aliberti a Bortoletti

Cinque minuti che hanno sollevato un polverone. Forse tardivo, forse mediatico, forse propagandistico, ma considerato l’argomento, era un polverone che prima o poi bisognava sollevare. Sono i cosiddetti cinque minuti con il quale l’ex commissario Asl Maurizio Bortoletti da Scafati impiegava ordinariamente per raggiungere il pronto soccorso dell’Umberto I° di Nocera Inferiore, o almeno era ciò che dichiarava nel Giugno del 2011. Da qui, dopo tre anni, la querela del sindaco Pasquale Aliberti per falso ideologico. “Dopo il ricorso al Tar per l’istituzione del Punto di primo Intervento e il successivo ricorso per la chiusura del Laboratorio analisi, continuerò ad agire con fermezza e decisione. L’ho fatto e continuerò a farlo da sindaco, ma soprattutto da cittadino che ha a cuore le sorti della nostra Scafati” spiegava il primo cittadino in consiglio comunale. Pronta la replica del comitato No alla Chiusura: “Il fatto che solo ora il Sindaco denunci questa circostanza è veramente incredibile e ci chiediamo perché non lo ha fatto prima? Perché quando è andato in Regione non l'ha mai fatto? Perché non denuncia anche i vertici regionali commissario ad acta Caldoro in testa che su quel piano non hanno eccepito questa evidente idiozia. Caldoro non è complice di Bortoletti?”.

Qualche settimana fa furono gli attivisti di Scafati Arancione a documentare con un video i tempi di percorrenza per Nocera. “Siamo felici che il nostro filmato sulla simulazione di pronto soccorso abbia riacceso i riflettori sulla questione Scarlato – commenta il portavoce arancione Francesco Carotenuto – stimolandone la discussione, e perchè no, anche le azioni demagogiche, come è stata ad esempio la querela. Ci chiediamo perchè Aliberti abbia atteso tanto prima di procedere ad un'azione forte, decisa, nei confronti di queste previsioni scellerate. Non vorremmo sia solo una giustificazione alla sua stessa assenza sulla questione ospedale e quindi mera passerella politica. Inoltre – conclude Carotenuto – si faccia chiarezza spiegando che il primo soccorso di cui tanto ci si vanta, non è il pronto soccorso da noi richiesto e che si farebbe meglio ad evitare la confusione dialettica che produce soltanto danni”.

Durante il consiglio comunale ad accendere la miccia sul tema sono state le dure parole dell’ex sindaco Nicola Pesce, sulla commissione straordinaria istituita nell’Ottobre 2013 su proposta di Michelangelo Ambrunzo (consigliere del suo gruppo). Pesce ha definito inutile la commissione, di cui era componente, perché: “mentre discutiamo perdendo tempo, l’ospedale di fatto muore”. Secca la replica di Brigida Marra, incaricata dalla stessa commissione e dall’assessore al ramo Daniela Ugliano di scrivere la delibera da portare in consiglio comunale per il voto. “Quella dell’Ospedale è una questione molto più complessa di quella che frettolosamente e in maniera teatrale rappresenta il dottore Pesce – spiega a Cronache – dietro c’è un enorme lavoro fatto per ricostruire tutto il percorso”.

Brigida Marra, già legale della prima diffida agli enti preposti presentata nel 2012, ha parole dure verso Pesce: “Il suo contributo nella Commissione e all’esterno è fatto solo di critiche, nessuna proposta nell’interesse della città, tanto è vero che non ha partecipato ai lavori della commissione e non sa neppure che abbiamo chiesto ed ottenuto dalla Polizia Municipale una risposta sui tempi di percorrenza nei diversi orari della giornata” conclude la consigliere forzista. I vigili Urbani infatti nella relazione di Dicembre 2013 avevano rilevato tempi di percorrenza medi sui 45 minuti, tantissimi, impensabili per un pronto soccorso d’urgenza. Intanto il nosocomio nocerino vive oramai una situazione di grave saturazione, con pericolosi rischi per la salute dei pazienti e il perenne caos che parte dal pronto soccorso e finisce nei diversi reparti, dove quotidianamente i pazienti, anche in gravi condizioni, sono ricoverati su barella, senza lenzuola e cuscini. E’ recente anche la polemica sugli ascensori rotti dell’Umberto I°, su quattro ascensori da mesi ne funziona solo uno, e se lo dividono sia i visitatori che gli ammalati trasportati nei diversi reparti. Se questa è efficienza.
Adriano Falanga